Btp Green

Il Tesoro torna a puntare sulla finanza sostenibile e trova una domanda molto superiore all’offerta. Il nuovo Btp Green a 12 anni, con scadenza il 30 ottobre 2038, è stato collocato per 8 miliardi di euro, mentre gli ordini hanno superato quota 110 miliardi. L’operazione, annunciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, conferma la forte presenza degli investitori internazionali sul mercato dei titoli di Stato italiani destinati al finanziamento di spese con finalità ambientali.

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Cedola al 4,40%, rendimento lordo del 4,492%

Il titolo, con godimento dal 29 settembre 2026, riconosce un tasso annuo del 4,40%, corrisposto attraverso cedole semestrali. Il prezzo di collocamento è stato fissato a 99,591, valore che determina un rendimento lordo annuo del 4,492% all’emissione. Il regolamento dell’operazione è previsto per il 29 settembre, in una fase caratterizzata da rendimenti ancora sostenuti sul mercato obbligazionario europeo.

Investitori esteri protagonisti dell’operazione

Particolarmente ampia la partecipazione internazionale: il 74,7% del collocamento è stato sottoscritto da investitori esteri, contro il 25,3% assegnato all’Italia. Gli ordini sono arrivati da oltre 330 investitori distribuiti in più di 35 Paesi. Il Regno Unito pesa per il 29,7%, mentre Paesi scandinavi e Penisola Iberica rappresentano rispettivamente l’8,5% e l’8,3%. Dal Medio Oriente è arrivato un ulteriore 8,1% della domanda.

L’80% delle sottoscrizioni arriva dal mondo Esg

La componente legata agli investimenti sostenibili è stata centrale: circa l’80% dell’emissione è stato sottoscritto da investitori Esg. I fund manager hanno assorbito il 37,3% dei titoli, seguiti dalle banche con il 29,7% e da banche centrali e istituzioni governative con il 20,8%. Fondi pensione e assicurazioni hanno rappresentato il 10%, mentre agli hedge fund è andato il restante 2,2%.

Le risorse per ambiente, energia e trasporti

La caratteristica distintiva dei Btp Green riguarda la destinazione dei proventi, vincolata alle categorie previste dal quadro italiano per i titoli di Stato verdi. Le risorse possono finanziare interventi per efficienza energetica, energie rinnovabili, trasporti sostenibili, tutela delle risorse idriche e resilienza climatica. Il collocamento è stato realizzato attraverso un sindacato formato da sei banche internazionali: Barclays Bank Ireland, BNP Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, JP Morgan e Société Générale.