di Vincenzo Petraglia

Mens sana in corpore sano, una verità che rimane indiscutibile ancora oggi dai tempi del poeta latino Giovenale e che diventa ancora più vera ed efficace, come dimostrano molti studi, se all’allenamento fisico si accompagna anche una certa dose di divertimento. In altre parole: sudare sì, ma divertendosi, e gli effetti benefici dello sport e dell’attività fisica si moltiplicheranno, per il benessere sia del corpo che della mente. 

Un concetto di benessere che ha sposato appieno Brooklyn Fitboxing, il brand internazionale che, nato a Madrid, ha introdotto una nuova idea di fitness boutique e, dopo il successo ottenuto in Spagna, Portogallo, Argentina e Germania, dove ha già conquistato 50mila persone nel mondo assidue frequentatrici dei suoi club, sta espandendo velocemente la propria rete anche in Italia, dove sta letteralmente spopolando. Il nostro Paese conta, infatti, già 7 club aperti, di cui 4 a Milano, aperti nel solo 2022 e oltre 2mila fitboxer attivi.

L’Italia è considerato un mercato strategico per l’espansione internazionale del business di Brooklyn Fitboxing, che ha l’obiettivo di costruire qui una rete di 50 club nei prossimi anni. La gestione diretta della sede italiana della società è affidata al country manager Gabriele Aluigi, che ha un’esperienza decennale nell’industria del fitness, tempo libero ed entertainment per grandi brand internazionali e che insieme al suo team, con sede a Milano, fornisce un supporto a 360° per tutti i franchisee. Ma cosa contraddistingue esattamente Brooklyn Fitboxing rispetto alla concorrenza? La novità assoluta è che è che i centri del brand spagnolo uniscono il divertimento a un allenamento efficace per gli amanti dello sport o i neofiti che cercano la giusta motivazione per mettersi in forma. Luoghi dove praticare boxe senza contatto, accompagnata da musica, e sviluppare senso di appartenenza all’interno della community, anche attraverso una sana competizione fra i fitboxer. Grazie a una tecnologia brevettata e a sacchi intelligenti con appositi sensori, si possono infatti misurare i propri risultati e registrare il punteggio dell’allenamento con tanto di classifica delle migliori prestazioni dei partecipanti a ciascuna sessione di training. Per essere motivati a migliorarsi continuamente, ma senza mai annoiarsi.

Una formula di allenamento totalmente nuova, che alterna round al sacco ad esercizi funzionali totaly body. 47 minuti di movimento, senza interruzione, a ritmo di musica. Il tutto condito da gamification e, come si diceva, da una tecnologia brevettata: i sacchi dotati di sensori registrano ogni singolo colpo dei fitboxer e lo misurano in termini di precisione, potenza e sincronia. Ad ogni sessione corrisponde un punteggio, che il fitboxer controlla in modo semplice attraverso la app proprietaria, monitorando in tempo reale i propri progressi e mettendosi a confronto con gli altri fitboxer che si allenano nello stesso club e in tutto il mondo. Nella app viene, infatti, pubblicato e costantemente aggiornato il ranking della community locale e mondiale di Brooklyn Fitboxing. Dalla stessa app si prenotano le sessioni di allenamento e si ha accesso a tutti i contenuti multimediali a supporto delle sessioni che avvengono nei club e che cambiano ogni due settimane, rendendo quindi l’allenamento mai noioso e sempre nuovoa. Un trainer è sempre presente durante l’allenamento e con l’aiuto della tecnologia aggrega la community, che vive il suo momento culminante nei mondiali di fitboxing che si svolgono a Madrid, dove si sfidano le squadre provenienti dai club di tutto il mondo. L’ultima edizione si è svolta il 3 giugno a Madrid nella celebre Caja Mágica.

Al senso di community contribuisce anche la solidarietà condivisa tra tutti i fitboxer. Ogni allenamento consente di accumulare punti energy che l’azienda converte in donazioni per contribuire alla realizzazione dei progetti portati avanti da quattro diverse Ong che si occupano di sostegno all’infanzia, assistenza sanitaria, protezione degli oceani e tutela della fauna e della flora terrestre. Ogni fitboxer sceglie a quale causa donare la propria energia. Oltre al pubblico, hanno capito il valore di Brooklyn Fitboxing anche investitori e franchisee, che si stanno unendo a questo nuovo trend di allenamento. Ad oggi, l’intera rete Brooklyn Fitboxing genera un fatturato annuo di circa 30 milioni di euro. In Italia, oltre alle prossime aperture a Milano, nel mirino ci sono altre grandi città come Roma, Torino, Bologna e Firenze.

L’obiettivo ora è quello, sulla base dell’enorme successo che i primi club in Italia stanno riscuotendo, di crescere ancora più velocemente. «Siamo ovviamente molto soddisfatti dei risultati economici raggiunti», sottolinea Gabriele Aluigi, «ma lo siamo ancora di più del supporto fornito ai franchisee e ai nuovi imprenditori, ai quali riusciamo a proporre un business “chiavi in mano”. I nostri club diretti ci consentono di migliorare continuamente i nostri servizi e di proporre soluzioni innovative ai nostri partner in franchising. Riguardo ai numeri, penso parlino da soli: il break even point si raggiunge in circa tre mesi di attività (anche se il club di Ticinese, a Milano, ci ha messo solo tre settimane!), si rientra dell’investimento in circa due anni e mezzo e il ritorno a sette anni è di 4,5 volte l’investimento iniziale. Il tutto con una gestione semplice e a costi contenuti; basti pensare che sono sufficienti due persone per gestire un club».

Milano è stata un’area test molto importante per valutare il modello di business e come al solito il capoluogo meneghino ha fatto da apripista:  le cose stanno andando così bene, da essere in pratica sold out: recentemente infatti, il franchisee che ha aperto un club nel 2022, vista la bontà dei numeri e la facilità di gestione, ha deciso di investire sul business e aprire altri tre club entro la fine del 2024. Sommando questi club a quelli che verranno aperti a gestione diretta da parte della branch italiana (altri 8 entro il 2025), il rapporto tra popolazione e numero dei club è già arrivato al traguardo. Uno dei capisaldi del brand è infatti la tutela di questo equilibrio, per evitare la concorrenza diretta tra centri e consentire lo sviluppo ad ogni singolo club, garantendo un business sostenibile e di successo, come sta avvenendo in quelli già aperti: il fatturato medio generato dai club italiani è infatti addirittura superiore alla media globale. Numeri senz’altro appetibili, che dimostrano come questo nuovo trend del fitness possa offrire risultati importanti sotto tutti i punti di vista. «Quello che più vogliamo fare è una vera e propria rivoluzione nel mondo del fitness», spiega Aluigi. «Andare in palestra non deve più essere un obbligo, ma un piacere, un momento durante la giornata dedicato al proprio corpo e alla propria mente, perché durante l’allenamento ci si libera da stress e tensione accumulata dalla frenesia delle nostre vite».

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