La Borsa di Hong Kong si prepara a vivere un’altra giornata ad alta intensità sul fronte delle nuove quotazioni. Il 29 settembre sono attesi quattro debutti, per una raccolta complessiva che sfiora 1,8 miliardi di dollari americani, pari a circa 14,4 miliardi di dollari di Hong Kong. È un’altra fotografia della straordinaria accelerazione vissuta quest’anno dal mercato delle Ipo della piazza asiatica, alimentata soprattutto dalla domanda degli investitori per società legate all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori, ai data center e alle tecnologie che stanno costruendo l’infrastruttura della nuova economia digitale.
Da gennaio le Ipo approdate a Hong Kong sono state oltre 80 e le società hanno raccolto complessivamente più di 45 miliardi di dollari. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso rende ancora più evidente la dimensione del fenomeno: tra gennaio e settembre 2025 le operazioni avevano portato nelle casse delle società circa 24 miliardi di dollari. L’incremento è quindi nell’ordine del 90%, con il mercato che si avvia a registrare la migliore performance degli ultimi cinque anni sia per numero di operazioni sia per capitale raccolto. Una dinamica che racconta la ritrovata capacità di Hong Kong di intercettare capitali internazionali e, soprattutto, la forte propensione degli investitori a finanziare le società considerate strategiche nella filiera dell’intelligenza artificiale.
Quattro debutti per 1,8 miliardi
La giornata del 29 settembre concentra in poche ore quasi 1,8 miliardi di dollari di raccolta e offre una rappresentazione piuttosto precisa dei settori che stanno trainando il mercato. La quotazione più osservata sarà quella di RoboTechnik Intelligent Technology, società attiva nella produzione di macchinari destinati alla fabbricazione e all’assemblaggio delle celle fotovoltaiche utilizzate nei data center e nelle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. L’azienda punta a raccogliere 660 milioni di dollari americani, anche se le indicazioni circolate nelle settimane precedenti parlavano di un obiettivo arrivato fino a 800 milioni. RoboTechnik è già quotata a Shenzhen e dall’inizio dell’anno il titolo ha guadagnato il 168%, un dato che contribuisce a spiegare l’interesse per il passaggio sul mercato di Hong Kong e, più in generale, per le società che operano lungo la catena industriale necessaria allo sviluppo dell’AI.
Nella stessa seduta è attesa Shenzhen Kinwong Electronic, produttore di circuiti stampati che detiene una quota pari al 2,5% del mercato globale. L’azienda punta a raccogliere 650 milioni di dollari. Red Avenue New Materials, attiva nel comparto dei prodotti chimici, mira invece a 382 milioni di dollari, mentre Direct Drive Tech ha fissato un obiettivo di raccolta di 138 milioni. Sommando le quattro operazioni si arriva a circa 1,83 miliardi di dollari, una cifra che conferma la profondità del mercato delle nuove emissioni ma che, allo stesso tempo, pone una domanda più importante della semplice capacità di attirare sottoscrizioni: quanto a lungo i titoli riusciranno a sostenere le valutazioni assegnate al momento del debutto?
Il vero test arriva dopo il debutto
È proprio qui che il boom delle Ipo di Hong Kong mostra il suo lato più complesso. La raccolta di capitale è infatti solo il primo passaggio. Un mercato può continuare ad attirare società, investitori e miliardi di dollari senza che questo significhi automaticamente che le nuove quotate riescano a mantenere nel tempo i livelli di valutazione raggiunti durante l’Ipo. E i dati degli ultimi mesi suggeriscono che la distanza tra la forza della raccolta e la performance dei singoli titoli si stia ampliando.
Delle 179 nuove quotazioni realizzate da gennaio 2025, circa la metà ha registrato una flessione del prezzo negli ultimi tre mesi. Il fenomeno riguarda anche una parte significativa delle società quotate nel 2026: mentre l’indice Hang Seng ha segnato un lieve arretramento nell’ultimo trimestre, l’indice FTSE Renaissance Global IPO ha guadagnato oltre il 10% nello stesso periodo. Il confronto evidenzia una dinamica a due velocità, nella quale il mercato delle Ipo continua a essere molto vivace, ma la performance successiva dei singoli titoli non segue necessariamente la stessa traiettoria della raccolta iniziale.
In altre parole, il denaro continua ad arrivare alle nuove emissioni, ma non tutte le società riescono a trasformare l’entusiasmo del debutto in una rivalutazione stabile sul mercato secondario. È una distinzione importante in una fase nella quale le aspettative sull’intelligenza artificiale hanno contribuito a spingere verso l’alto le valutazioni di numerose aziende tecnologiche e industriali collegate alla nuova infrastruttura digitale.
Da Shein a MiniMax, quando l’entusiasmo cambia direzione
Gli esempi più recenti mostrano quanto possano essere repentini i cambiamenti di sentiment. Shein, uno dei nomi più attesi tra le nuove quotazioni, ha debuttato sul mercato di Hong Kong a inizio settembre. Nel primo giorno di contrattazioni il titolo è arrivato a perdere il 10% e dopo le prime dieci sedute il bilancio era ancora più pesante, con una flessione del 25%. È un caso emblematico della distanza che può esistere tra l’attenzione generata da un’Ipo e la risposta effettiva del mercato dopo la quotazione.
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Ancora più significativa è la traiettoria di MiniMax, società attiva nell’intelligenza artificiale e approdata in Borsa a gennaio. Dopo appena un mese il titolo aveva guadagnato circa il 250%, trasformando il debutto in uno dei casi più evidenti dell’euforia che ha accompagnato le società AI. Oggi, però, il titolo registra una perdita del 13% rispetto al prezzo di riferimento indicato nel confronto. La parabola di MiniMax sintetizza in modo efficace il problema che il mercato di Hong Kong si trova oggi ad affrontare: una domanda iniziale molto forte può produrre rialzi estremamente rapidi, ma la successiva verifica delle valutazioni può riportare i prezzi su livelli molto diversi.
Anche il settore biotech offre un esempio di questa volatilità. Transthera Sciences, società in fase clinica quotata nel giugno 2025 attraverso il regime speciale previsto per le aziende biotech prive di ricavi, è arrivata a guadagnare fino al 700% rispetto al prezzo dell’Ipo. Oggi il titolo è invece in calo di oltre il 50%. La distanza tra il massimo raggiunto e la quotazione attuale mostra quanto rapidamente possa cambiare la percezione del mercato quando alle aspettative iniziali devono sostituirsi risultati industriali, clinici o finanziari capaci di giustificare le valutazioni.
Un percorso analogo, seppure meno estremo, ha interessato Shanghai Biren Technology, produttore di chip destinati all’intelligenza artificiale. Nel giorno del debutto il titolo è arrivato a guadagnare il 120%, mentre oggi il rialzo rispetto al prezzo dell’Ipo si è ridimensionato al 12%. Anche in questo caso, il mercato ha mantenuto una parte del premio iniziale, ma una quota molto significativa dell’entusiasmo espresso nelle prime ore di contrattazione si è progressivamente dissolta.
La nuova sfida per Hong Kong
Per Hong Kong, dunque, la partita delle Ipo è entrata in una fase diversa. La capacità di attrarre capitali sembra ormai fuori discussione: oltre 80 quotazioni da inizio anno e più di 45 miliardi di dollari raccolti rappresentano una netta accelerazione rispetto al 2025, quando nello stesso arco temporale la raccolta si era fermata a circa 24 miliardi. Il tema ora è capire se questa forza possa tradursi in un mercato secondario altrettanto solido, nel quale le nuove società riescano a consolidare le valutazioni anziché vivere una successione di picchi e correzioni.
La domanda è particolarmente rilevante per le aziende legate all’intelligenza artificiale. Il capitale affluito verso data center, semiconduttori, automazione industriale, infrastrutture energetiche e software ha creato una filiera sempre più ampia di società potenzialmente quotabili. Ma l’espansione del numero di operazioni comporta anche un rischio di saturazione: quando il mercato deve assorbire contemporaneamente un numero crescente di nuove emissioni, l’attenzione degli investitori può frammentarsi e il capitale disponibile non necessariamente cresce alla stessa velocità delle opportunità offerte.
Il 29 settembre, quindi, i quattro debutti per complessivi 1,83 miliardi di dollari saranno importanti non soltanto per la capacità di Hong Kong di raccogliere nuovo capitale. Saranno soprattutto un test sulla qualità della domanda e sulla tenuta delle valutazioni dopo il primo giorno di contrattazioni. RoboTechnik, Kinwong Electronic, Red Avenue New Materials e Direct Drive Tech arrivano sul mercato in un momento nel quale l’appetito per le nuove tecnologie rimane elevato, ma nel quale gli investitori hanno già dimostrato di poter cambiare rapidamente posizione.
La vera misura del successo delle nuove Ipo, dunque, potrebbe non essere più soltanto quanto riescono a raccogliere al momento della quotazione. Per Hong Kong, dopo una stagione di crescita così intensa, il banco di prova sarà capire quante di queste società riusciranno a trasformare l’entusiasmo iniziale in valutazioni sostenibili. La corsa delle Ipo può continuare finché la domanda rimane solida; ma il mercato, dopo aver aperto le porte ai nuovi arrivati, dovrà ora verificare chi è in grado di restare in piedi una volta spente le luci del debutto.
















