Bonus Imu 2022
Bonus Imu 2022

Bonus Imu 2022, le date per presentare la domanda. I titolari di alberghi o strutture ricettive turistiche potranno chiederlo dal 28 settembre 2022. Avranno tempo fino al febbraio 2023. Ma il regime di Imu sta per cambiare e spetterà agli enti locali rimodularlo dal prossimo anno.

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La tassa sulla prima casa è stata già sostituita in tutta Italia, ma a breve la cancellazione della vecchia Imu sarà legge. L’Imu si pagherà sulla prima casa solo se considerata bene di lusso. Pian piano, la nuova imposta locale sugli immobili prenderà il posto dell’Imu sulla prima casa anche in territori e regioni autonome, amministrate già in regime di federalismo fiscale. Come avverrà dal primo gennaio 2023 in Friuli Venezia Giulia.

Quando si può chiedere il Bonus Imu 2022

Sul sito ufficiale Agenzia delle Entrate sono disponibili moduli e date per richiedere il Bonus Umu 2022. Il Bonus Imu. Ecco le date da quando si potrà chiedere il Bonus Imu 2022:

  • 28 settembre 2022 (Da questa data potranno chiederlo i titolari di imprese del turismo. Avranno tempo fino al 28 febbraio 2023).
  • Per tutte le altre categorie le date sono ancora da definire.

Cos’è il Bonus Imu 2022

Il Bonus Imu 2022 consiste in un credito d’imposta pari al 50% dell’importo versato a titolo di seconda rata dell’anno 2021 dell’Imu. O dell’imposta immobiliare semplice della provincia autonoma di Trento e dell’imposta municipale immobiliare della provincia autonoma di Bolzano.

Viene concesso ai proprietari o titolari di immobili rientranti nella categoria catastale D/2 nei quali è gestita l’attività turistico ricettiva.

Nei casi di crediti d’imposta superiori a 150mila euro, i crediti saranno fruibili in seguito alle verifiche previste dal Codice delle leggi antimafia (Dlgs. n. 159/2011) e alla comunicazione dell’autorizzazione all’utilizzo.

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Come chiedere il Bonus Imu 2022

Per fruire del Bonus Imu 2022 i titolari delle strutture turistiche o ricettive dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, tramite i canali telematici dell’Agenzia, un’autodichiarazione attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea “Temporary Framework“.

L’autodichiarazione va inviata solo utilizzando il modello disponibile sul sito dell’Agenzia, direttamente dal contribuente oppure da un intermediario abilitato.

Entro 5 giorni dall’invio, l’Agenzia rilascerà una ricevuta di presa in carico o ne comunicherà lo scarto, indicandone le motivazioni.

Entro 10 giorni dall’invio, invece, l’Agenzia rilascerà una seconda ricevuta per comunicare ai richiedenti il riconoscimento, o il mancato riconoscimento, del credito d’imposta.

Per esempio nel caso in cui il richiedente non sia titolare di una partita Iva attiva alla data di entrata in vigore del provvedimento. Una volta ricevuto l’ok, a partire dal giorno successivo il contribuente potrà utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite Modello F24.

Che cos’è l’Imu

Imu è l’acronimo di Imposta Municipale Propria. Si tratta del tributo istituito dal governo Monti nella manovra Salva Italia del 2011. Un esecutivo tecnico chiamato a risanare i conti pubblici dell’Italia attraverso una politica di risparmio (spending review).

Questa imposta fu reintrodotta assieme al superbollo auto a seguito di una manovra economica del governo tecnico dell’epoca al fine di recuperare risorse finanziarie. Il decreto Salva Italia agì su diversi ambiti. Per esempio, predispose un prelievo sui cosiddetti “beni di lusso”, coinvolgendo le auto di grossa cilindrata, le case di lusso, le unità di diporto e gli aeromobili privati.

L’Imu sarà sostituita definitivamente da una nuova imposta locale sugli immobili. Intanto, la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato un disegno di legge regionale. Il primo gennaio 2023 entrerà in vigore la nuova imposta nella regione autonoma governata da Massimiliano Fedriga. Questa misura è il risultato di un patto finanziario siglato nel febbraio del 2019 dal presidente della Regione Fedriga con l’allora ministro delle Finanze Giovanni Tria.

Cosa cambia in Friuli

Saranno modificate le aliquote applicabili alle diverse tipologie di immobile. Aliquote semplificate a 3:

  • Per i fabbricati ad uso abitativo diversi dall’abitazione principale (ad esempio le seconde case);
  • Per i fabbricati strumentali all’attività economica;
  • Per le aree fabbricabili.

Non sarà modificato il valore catastale degli immobili.

Saranno anche semplificati i pagamenti di questa nuova imposta. Quindi, meno burocrazia, più semplificazione e regime fiscale sempre più autonomo per tutte le regioni italiane.