Paolo Melone (Intesa Sanpaolo)
Qual è l’offerta di Intesa Sanpaolo alle aziende e ai privati che lavorano con il Superbonus?

Intesa Sanpaolo offre una proposta flessibile, modulare e quindi personalizzabile, per poter rispondere alle diverse esigenze dei propri clienti, siano essi privati, condomìni, imprese. L’offerta del gruppo prevede la cessione del credito di imposta alla banca a fine lavori o a stato di avanzamento, ammissibile non solo per il Superbonus ma anche per l’Ecobonus e per gli altri bonus fiscali “edilizi”. A questo si aggiunge, facoltativo e senza costi, un servizio erogato con Deloitte di supporto al cliente nella raccolta/verifica della documentazione finalizzato al rilascio del visto di conformità e alla gestione del cassetto fiscale. In ultimo un finanziamento ponte per supportare le esigenze di liquidità del cliente nella fase di avvio ed esecuzione dei lavori.

Quali sono le tariffe di acquisto dei crediti di imposta?

L’acquisto del credito di imposta è un contratto di cessione condizionato che comporta un impegno reciproco da parte della banca ad acquistare e da parte del cliente a vendere il credito maturato ad un prezzo prefissato valido per tutta la durata lavori. Il processo permette la liquidazione dell’importo entro 5 giorni lavorativi dall’accettazione del credito nel cassetto fiscale di Intesa Sanpaolo con un listino prezzi che dipende dalla durata della detrazione. Nello specifico, per il Superbonus per ogni 110 euro di credito fiscale ceduto dall’impresa, Intesa Sanpaolo si impegna a riconoscere al cliente 100 euro (il 90,91% del credito fiscale ceduto) se il cedente è una impresa. In caso di costo dei lavori di 100 mila euro e credito ceduto di 110 mila, il valore riconosciuto all’impresa, ad esempio, sarà pari a 100 mila euro, in linea con lo sconto in fattura praticato al cliente e con quanto l’impresa avrebbe incassato dal cliente. Se il cedente è un privato o un condominio, Intesa Sanpaolo si impegna ad acquistare al prezzo di 102 euro per ogni 110 euro di credito fiscale (il 92,70% del credito fiscale ceduto). Per gli altri bonus con detrazione in 5 anni: per ogni 100 euro di credito fiscale ceduto, Intesa Sanpaolo si impegna a riconoscere al cliente 91 euro (il 90,91% del credito fiscale ceduto), cioè con la stessa logica relativa al Superbonus. Per gli altri bonus, infine, che prevedono una detrazione in 10 anni: per ogni 100 euro di credito fiscale ceduto, Intesa Sanpaolo si impegna a riconoscere al cliente 80 euro (l’80,00% del credito fiscale ceduto).

Nell’offerta c’è una forte componente di servizio, ovvero la promessa al cliente di poterlo sollevare sostanzialmente di tutta la parte più ostica della trafila amministrativa e burocratica. Come avete fatto ad attrezzarvi e con quali risultati?

L’offerta prevede la possibilità di avvalersi di un servizio gratuito, da parte di una società come Deloitte che ha grande esperienza sulle tematiche normative, che serve ai clienti per capire fin dall’inizio se il progetto è in linea con il contesto di legge, proprio per non avere sorprese più avanti, una volta avviati i lavori. Deloitte è anche in grado di rilasciare il cosiddetto “visto di conformità”, quando previsto. Il cliente può fornire i documenti richiesti di volta in volta (in base alla tipologia di riqualificazione dell’immobile) che possono essere caricati su una piattaforma web dedicata senza dover andare in filiale. Peraltro, su questa attività i clienti possono farsi aiutare dal professionista che li assiste nella progettazione e nell’esecuzione dei lavori. È importante che il cliente capisca che le verifiche documentali sono anche nel suo interesse per poter essere tranquilli che l’attività sia coerente con il contesto ed il servizio che mettiamo a disposizione offre questo valore aggiunto. Questo consente a Intesa Sanpaolo di essere già strutturalmente pronta a gestire le novità introdotte dal Decreto Antifrodi.

Di particolare interesse la formula della cessione del credito a “Sal”, perché lo stato di avanzamento lavori come criterio di riferimento per intascare i rimborsi è un elemento chiave. Come funziona, quanto attrae?

La nostra offerta prevede, per tutte le tipologie di bonus fiscali edilizi (Superbonus, Ecobonus, bonus facciate, …), la possibilità di cedere il credito fiscale maturato a stato avanzamento lavori, dopo il almeno il primo 30% di lavori, poi dopo il 60% e quindi a fine lavori. Questo trova il gradimento della nostra clientela perché questa impostazione consente di ottimizzare i flussi finanziari evitando così di chiedere un finanziamento “ponte” o chiedere una piccola parte del progetto, ad esempio funzionale all’avvio dei lavori.

Mi pare rilevante anche l’opzione della cessione di crediti d’imposta già sorti: una vera e propria forma di asset-class, di mercato della liquidità parallelo. Che riscontri state ricevendo dal mercato?

La cessione dei crediti sorti è stata pensata in particolare per quei lavori che hanno una durata temporale contenuta (si pensi ad esempio all’installazione di pannelli fotovoltaici, infissi, caldaie) per cui la cessione a stato avanzamento lavori avrebbe poco senso. La soluzione è ben apprezzata dalla clientela: una volta completati i lavori, è possibile cedere velocemente il credito alla banca e rientrare, in tutto o in parte (dipende ovviamente dalla tipologia di bonus), delle spese già sostenute.

Nella visione di Isp qual è il valore dell’offerta di servizi così complessi alla clientela di territorio? Stare vicini al cliente, d’accordo: ma per divenirne poi consulenti globali?

La Divisione Banca dei Territori del Gruppo ha l’obiettivo di gestire i clienti Privati, Imprese e Terzo Settore in Italia, attraverso una rete capillare di filiali articolate in 14 Direzioni, che operano assicurando attenzione alle specificità delle diverse tipologie di clientela. La nostra soluzione è improntata a supportare a tutto tondo le esigenze di quest’ultima, da qui l’offerta completa che abbraccia tutte le tipologie di crediti fiscali in ambito edilizio. La presenza del servizio di Deloitte, la possibilità di chiedere un finanziamento “ponte” con cessione a stato avanzamento lavori. Forniamo il sostegno finanziario ma allo stesso tempo offriamo la nostra consulenza per fare in modo che la nostra clientela possa raggiungere con tranquillità e correttezza la realizzazione di ogni intervento programmato.

Quanto è consistente il ricorso alla cessione del credito per i sismabonus? È un fenomeno di massa, come sarebbe bene che fosse, o è marginale e che può fare una realtà forte radicata e credibile come Intesa per sostenerlo?

Le agevolazioni collegate al Sismabonus sono sicuramente importanti per la messa in sicurezza del panorama immobiliare italiano. Stiamo registrando un sensibile aumento delle richieste dopo una prima fase di studio delle novità e anche di emanazione di chiarimenti/semplificazioni fatte dalle autorità. Possiamo dire che sta diventando sempre meno marginale ancorché i numeri non siano ancora elevati. Su questa tematica in particolare, grazie anche alla collaborazione con Deloitte, siamo in grado di supportare i clienti nella definizione e realizzazione dei progetti.

 Ci può dare un’idea dei volumi e quali sono le vostre prospettive?

Stiamo riscontrando un ampio interesse per tutte le soluzioni attivate, fin da agosto 2020, per consentire ai nostri clienti di cogliere le opportunità del Decreto, sia da parte delle imprese sia da parte dei privati, che attraverso il servizio offerto dalla Banca possono “rendere liquidi” i propri crediti senza dover aspettare anni, a vantaggio dell’intero sistema economico, un’opportunità valida anche per tutti quei soggetti che non sono fiscalmente capienti. Per dare un’idea del fenomeno, a novembre avevamo superato gli 1,6 miliardi di crediti accettati e pagati ai clienti, di cui poco più di 1 miliardo collegati al Superbonus. L’introduzione degli incentivi per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici sta offrendo stimoli significativi per il rilancio del mercato immobiliare e del mondo delle costruzioni, interessato negli ultimi 10 anni da un processo di ridimensionamento a livello nazionale e colpito in maniera importante dalla pandemia. Nel settore abitativo, anche i progetti di riqualificazione urbana e la crescente attenzione verso tematiche di sostenibilità ambientale e di contrasto del rischio idrogeologico daranno nuovo impulso agli investimenti. Il contesto di applicazione è potenzialmente favorevole, in quanto in Italia il 74% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1980. Le misure del Decreto Rilancio rappresentano quindi una grande opportunità per sostenere e rilanciare il settore edilizio e tutte le filiere connesse, la cui ripartenza è di vitale importanza per l’intera ripresa economica del Paese. La soluzione flessibile e modulare che offriamo ci consente da una parte di contribuire in modo concreto all’efficientamento e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare nazionale e dall’altra di alimentare l’importante filiera del settore. La nostra proposta rientra nel programma strategico Motore Italia che mette a disposizione 50 miliardi di nuovo credito e che prevede, tra altri, il sostegno a investimenti per la transizione sostenibile, tra le linee guida del Pnrr. Proprio per assecondare gli indirizzi del Pnrr, Intesa Sanpaolo metterà a disposizione 120 miliardi per le PMI da qui al 2026 nell’ambito di un programma più ampio di erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi di euro per incentivare gli investimenti in ESG.