Superbonus

La proroga al 30 settembre sui bonus edilizi per portare in detrazione la spese al 110%, si parla di una cifra di circa due miliardi è ormai un dato di fatto, ma alla legge che nei prossimi giorni andrà in votazione stanno arrivando anche altri emendamenti, che vanno a sanare alcuni problemi che erano stati sollevati quando è stato emesso il decreto legge al 16 febbraio. In questi giorni si sta correndo al riparo per evitare che sorgano maggiori difficoltà. Per ora la sicurezza c’è soltanto sulle villette unifamliiari, ma anche in altre situazioni non è detto che non si possano continuare con la cessione del credito.

Acconti non versati? C’è l’autocertificazione per i bonus edilizi

Sarà l’autocertificazione, in caso di acconti non versati, la via di fuga, che permetterà a molti cittadini di evitare gli effetti del decreto 11 che è entrato in vigore lo scorso 16 febbraio. In questo modo si possono mettere in salvo lavori come la sostituzione di infissi o caldaie. Basterà una dichiarazione, che deve essere veritiera, in quanto penalmente rilevante, del committente dell’impresa esecutrice dell’avvio dei lavori.

Il sismabonus è salvo 

Lo stop alla cessione del credito non si applica ai lavori del super sismabonus che devono essere effettuati nei comuni dei territori colpiti da terremoti, che si sono verificati dopo il 1 aprile 2009. Nel nuovo decreto viene salvaguardato anche il terzo settore. Lo stop alla cessione del credito non si applica alle opzioni comunicate da Iacp cooperative di abitazione e Onlus, Odv e Aps. Per il terzo settore vengono anche chiarite le modalità di applicazione delle regole speciali sul calcolo dei massimali di spesa.

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Si è deciso di mettere fine anche alla incertezze che nascono dalle decisioni di alcuni tribunali che hanno imposto uno stop alla compensazione di crediti tributati con debiti previdenziali o assistenziali. L’emendamento che sarà votato dalla commissione Finanze della Camera contiene un’interpretazione autentica che consente la compensazione in F24 tra debiti per i contributi previdenziali o assistenziali e crediti tributari e viceversa.