Assumere una donna svantaggiata può costare meno alle imprese nel 2026. Il nuovo Bonus Donne prevede infatti un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 650 euro al mese per lavoratrice, con il tetto che sale a 800 euro per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno.
La misura punta a sostenere l’occupazione femminile e a ridurre uno dei divari più persistenti del mercato del lavoro italiano. Il Bonus Donne 2026 è finanziato con 141,5 milioni di euro nell’ambito del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Bonus Donne 2026, i requisiti e come funziona
L’incentivo è rivolto ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, che assumono a tempo indeterminato lavoratrici appartenenti alle categorie considerate svantaggiate dalla normativa. Sono compresi anche i rapporti part-time e le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tramite somministrazione, mentre restano esclusi, tra gli altri, lavoro domestico, apprendistato e lavoro intermittente.
Lo sgravio copre il 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, ma non riguarda i premi e i contributi INAIL. Il beneficio è riconosciuto entro il limite di 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice. Per le assunzioni di donne residenti in una delle regioni della ZES Unica, il massimale sale a 800 euro al mese.
Il sostegno può quindi ridurre in maniera significativa il costo contributivo delle nuove assunzioni, ma non si traduce in uno sconto generalizzato sul costo del lavoro: l’agevolazione riguarda infatti esclusivamente i contributi previdenziali rientranti nel perimetro previsto dalla misura.
Chi può ottenerlo
La durata dell’esonero può arrivare a 24 mesi per le assunzioni di donne di qualsiasi età che siano prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Lo stesso periodo massimo si applica alle lavoratrici prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi che rientrano in determinate categorie di svantaggio previste dalla normativa europea.
Tra queste rientrano, a determinate condizioni, le giovani tra i 15 e i 24 anni, le persone prive di un diploma di scuola media superiore o professionale, le donne che vivono sole con una o più persone a carico e quelle occupate in settori caratterizzati da una forte disparità di genere.
Per alcune categorie di lavoratrici prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi è invece previsto un esonero della durata di 12 mesi. La verifica dei requisiti deve essere effettuata sulla base delle condizioni previste dalla normativa al momento dell’assunzione.
Il requisito dell’incremento occupazionale
Non basta però assumere una lavoratrice appartenente alle categorie previste. L’azienda deve anche rispettare alcune condizioni per poter beneficiare dell’agevolazione.
Tra queste c’è il requisito dell’incremento occupazionale netto, calcolato confrontando il numero dei lavoratori occupati nel singolo mese con la media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti. Inoltre, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il datore di lavoro non deve aver effettuato nella stessa unità produttiva licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi.
La normativa prevede inoltre conseguenze nel caso in cui, nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata, la lavoratrice incentivata o un lavoratore con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva venga licenziato per giustificato motivo oggettivo: in questa situazione il beneficio può essere revocato e le somme recuperate.
Come presentare la domanda
Per ottenere l’incentivo, le aziende devono presentare la domanda all’INPS utilizzando il modulo online disponibile sul Portale delle agevolazioni, l’ex Diresco. Le modalità operative sono state definite dalla circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026.
Il finanziamento complessivo del Bonus Donne 2026 ammonta a 141,5 milioni di euro, suddivisi tra il 2026, il 2027 e il 2028. La misura rientra nel Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 e nella Priorità 2, dedicata al sostegno dell’occupazione femminile e delle persone in condizioni di vulnerabilità.
Il Bonus Donne si inserisce così tra gli strumenti messi in campo nel 2026 per sostenere l’occupazione stabile e ridurre le difficoltà di ingresso o reinserimento nel mercato del lavoro per le lavoratrici che presentano specifiche condizioni di svantaggio.
















