decreto Salva Casa
Bonus casa 2023

Il regime speciale di cura e riabilitazione dei bonus casa, inclusi i contributi dedicati all’efficienza energetica, è stato confermato fino al 2026 grazie al pacchetto di emendamenti al decreto Milleproroghe, approvato in commissione Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera. Tra le novità, è stato incluso un rinvio che consente di continuare a usufruire degli incentivi a livello nazionale e locale per la riqualificazione degli immobili in maniera più completa. La legge di conversione del decreto, soggetta alla questione di fiducia posta dal Governo e che sarà votata in Aula lunedì prossimo, apre nuove opportunità per chi intende beneficiare dei doppi incentivi derivanti dagli sconti per la casa.

Quali possibilità dà la proroga del bonus casa

Questi incentivi riguardano principalmente due tipologie: il bonus ristrutturazioni, che copre fino al 50% delle spese per il miglioramento energetico degli immobili, e l’ecobonus, che si concentra su specifiche tipologie di interventi di riqualificazione. La norma oggetto di proroga consente di agire entro il 100% dell’importo della spesa ammissibile, parte della quale può essere coperta dai contributi erogati dalle Regioni e dalle Province Autonome, purché la normativa relativa sia in vigore.

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Il Milleproroghe estende questa opportunità, che era riservata ai contributi in vigore al momento dell’approvazione nel marzo 2023, anche ai contributi erogati dopo il 2024, fino al 2026, offrendo così una maggiore prospettiva agli investitori e mettendo a disposizione ulteriori contributi. Questo è particolarmente importante considerando l’abbandono graduale del superbonus per questo tipo di lavori. Nel frattempo, la fase finale dell’esame del decreto Salva-spese presso il Senato non ha introdotto modifiche rispetto alla versione precedentemente approvata dalla Camera.

Il testo andrà in Aula a partire dal 20 febbraio per essere discusso e votato. È attesa la pubblicazione, entro il 27 febbraio, del decreto ministeriale che regolerà l’accesso alla seconda finestra di apertura del fondo indigenti, dedicata a chi ha sostenuto spese tra gennaio e ottobre del 2024. Tuttavia, tale accesso sarà limitato a coloro che hanno un reddito familiare non superiore a 15.000 euro e un avanzamento dei lavori pari almeno al 60%.

Restano ancora aperte diverse questioni, tra cui le limitazioni previste per la salvaguardia che evita il recupero delle entrate in caso di mancato completamento dei lavori. Il periodo di caducità si aprirà solo per coloro che hanno usufruito delle agevolazioni fiscali, ma non per coloro che hanno utilizzato la detrazione. Il Governo potrebbe intervenire nuovamente su questo punto, come suggerito nei documenti allegati alla legge di conversione. Le iniziative legislative potrebbero essere prese una volta acquisiti i dati finanziari relativi all’ammontare delle detrazioni, previsti per i prossimi mesi. Solo a quel punto si potrà valutare se c’è spazio per allargare la platea dei soggetti protetti dalle nuove salvaguardie.