BolognaFiere cresce anche quando il calendario non dà una mano. Il gruppo fieristico emiliano ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi consolidati per 200,8 milioni di euro, in aumento del 4% rispetto ai 193,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, nonostante l’assenza di due manifestazioni biennali di peso come Zoomark International e Autopromotec, che avevano sostenuto i conti del 2025. Un risultato che segnala soprattutto la progressiva trasformazione del gruppo da gestore e organizzatore di fiere a piattaforma internazionale diversificata, attiva negli allestimenti, nella progettazione, nella gestione delle venue e sempre più anche nei grandi eventi.

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La fotografia della semestrale, approvata dal consiglio di amministrazione, mostra però anche un andamento della redditività più articolato. L’Ebitda si è attestato a 40 milioni, contro i 51 milioni del primo semestre 2025, con un margine comunque pari al 20% dei ricavi. L’Ebit è sceso da 40,8 a 28,1 milioni e l’utile netto consolidato da 25,9 a 19,3 milioni. Il confronto più significativo, proprio per effetto della diversa stagionalità delle manifestazioni, è però quello con il primo semestre 2024: allora i ricavi erano stati 153,1 milioni, l’Ebitda 35,8 milioni e l’utile netto 12,5 milioni.

A cambiare è soprattutto la composizione del business. Il comparto Allestimenti & Architecture ha raggiunto 76,8 milioni di ricavi verso terzi, con una crescita del 14,6% rispetto all’anno precedente. L’organizzazione fieristica ha prodotto invece 96,6 milioni, pari al 48% dei ricavi complessivi, mentre la gestione delle venue è rimasta sostanzialmente stabile a 27,4 milioni. È proprio il maggiore peso degli allestimenti, attività caratterizzata da una marginalità differente rispetto all’organizzazione diretta delle fiere, a spiegare in parte la riduzione del margine operativo rispetto al 2025.

La crescita degli allestimenti passa in particolare da Henoto, che nel semestre ha lavorato su oltre 270 mila metri quadrati in più di 150 manifestazioni, superando i 65 milioni di euro di fatturato. Ma la strategia va oltre le fiere tradizionali: il gruppo sta estendendo questa attività a mostre, showroom, negozi, entertainment, progettazione di spazi e arredi, cercando quindi di utilizzare competenze nate nel mondo fieristico su mercati contigui.

Parallelamente continua a crescere la dimensione internazionale. Nel semestre le società del gruppo hanno partecipato all’organizzazione di oltre 50 eventi, più del 40% dei quali all’estero. Cosmoprof Worldwide Bologna, arrivata alla 57ª edizione, ha raccolto oltre 255 mila operatori professionali provenienti da più di 150 Paesi e oltre 3.100 aziende espositrici di quasi 70 nazioni, rappresentative di oltre 10 mila brand. Risultati positivi sono arrivati anche da Marca e Bologna Children’s Book Fair.

Ma è sul quartiere fieristico di Bologna che si concentra una parte decisiva degli investimenti. Procedono i lavori del nuovo padiglione polifunzionale da circa 12 mila metri quadrati, progettato per ospitare oltre 10 mila persone e destinato non soltanto alle fiere, ma anche a sport, spettacoli ed entertainment. L’inaugurazione è prevista entro l’autunno 2026 e, in seguito all’accordo di title sponsorship sottoscritto con il gruppo Unipol fino al dicembre 2036, la struttura prenderà il nome di Unipol Hall.

Gli investimenti hanno naturalmente un riflesso finanziario. La posizione finanziaria netta monetaria è salita a 80,4 milioni di euro dai 55,2 milioni di fine 2025, soprattutto per effetto della realizzazione del nuovo padiglione. BolognaFiere ha inoltre sottoscritto un nuovo finanziamento fino a 134,5 milioni, articolato in tre linee e destinato alla riqualificazione dell’indebitamento esistente, al nuovo investimento e alla gestione dell’Iva ad esso collegata.

Non manca, nel frattempo, la crescita per acquisizioni. Nel semestre è stata completata la fusione di ModenaFiere in BolognaFiere, è stato acquisito il 51% di Ecod Extra, organizzatrice di iMeat, il 70% di Beauty To Business Summit e il restante 49% sia di Henoto Usa sia di Editrice Il Campo. È stata inoltre costituita Henoto Vietnam Corporation, piattaforma destinata allo sviluppo degli allestimenti nel Sud-Est asiatico.

Il prossimo passaggio riguarda il capitale. Il consiglio di amministrazione porterà all’assemblea degli azionisti del 29 settembre un rafforzamento patrimoniale composto da un aumento di capitale in denaro fino a 20 milioni di euro, offerto in opzione agli azionisti e per l’eventuale inoptato anche a terzi, e da un aumento fino a 4 milioni mediante conferimento in natura riservato al Comune di Bologna. Risorse destinate a sostenere il programma di crescita e gli investimenti strategici.

E all’orizzonte potrebbe esserci un altro salto di scala. Il primo agosto BolognaFiere e Bologna Fc hanno presentato al Comune una lettera d’intenti per verificare la fattibilità della realizzazione di un nuovo impianto sportivo polivalente in un’area di proprietà della società fieristica. Un progetto ancora preliminare, ma coerente con la direzione intrapresa: allargare progressivamente il perimetro oltre il tradizionale recinto delle fiere e trasformare il quartiere bolognese in una grande infrastruttura europea per business, congressi, sport ed entertainment.

È questa, più ancora del +4% dei ricavi, la notizia contenuta nella semestrale: BolognaFiere sta cercando di cambiare dimensione e natura. Da organizzatore fieristico a gruppo integrato, internazionale e multiprodotto, capace di monetizzare marchi, spazi, allestimenti e competenze durante tutto l’anno. Una trasformazione che richiede capitale e investimenti, ma che nei numeri del primo semestre comincia già a essere visibile.