Il bollo auto potrebbe tornare al centro del dibattito sulla prossima Manovra, ma per ora si tratta soltanto di un’ipotesi. L’idea di arrivare a una cancellazione della tassa automobilistica resta infatti legata soprattutto alla questione delle coperture: il tributo garantisce alle Regioni un gettito stimato in circa 7,5 miliardi di euro l’anno, secondo quanto riportato da Il Messaggero. Una cifra che rende qualsiasi intervento strutturale particolarmente complesso. Nel frattempo, il sistema italiano già prevede una serie di esenzioni e riduzioni che cambiano in base al tipo di veicolo, all’età dell’auto e alla Regione di residenza.
Il nodo delle coperture resta decisivo
L’eventuale abolizione del bollo richiederebbe una soluzione in grado di compensare le minori entrate degli enti territoriali. È questo il passaggio che rende la misura, almeno per ora, una proposta ancora aperta e non un provvedimento approvato. Il tema potrebbe entrare nella discussione sulla prossima legge di Bilancio, ma senza una copertura finanziaria alternativa il dossier resta legato agli equilibri dei conti regionali. La stima del gettito, pari a circa 7,5 miliardi l’anno.
Elettriche e disabilità, le esenzioni già previste
Per le auto 100% elettriche, la disciplina generale prevede cinque anni di esenzione dalla prima immatricolazione. Successivamente, secondo il quadro nazionale richiamato nell’articolo, il bollo scende in genere a circa un quarto rispetto a quello previsto per un’analoga vettura a benzina. Le Regioni possono però introdurre condizioni più favorevoli. Un trattamento specifico riguarda anche i veicoli destinati a persone con determinate disabilità, entro precisi requisiti soggettivi e limiti di cilindrata o potenza.
Storiche, tra esenzione e riduzione
Un altro capitolo riguarda le auto con più di 30 anni, che in determinate condizioni risultano esenti dalla tassa automobilistica di possesso. Se però il veicolo viene utilizzato su strade o aree pubbliche può essere dovuta una tassa di circolazione forfettaria, variabile a livello regionale. Per le vetture tra 20 e 29 anni, invece, il quadro nazionale prevede in generale una riduzione del 50% in presenza dei requisiti, tra cui il Certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione. Le indicazioni richiamate sono quelle ACI.
Ibride, GPL e metano: regole diverse sul territorio
Per le auto ibride non esiste un’esenzione uniforme valida in tutta Italia. Le agevolazioni dipendono dalle singole Regioni e possono cambiare in base a tecnologia, potenza, emissioni e data di immatricolazione. Anche per GPL e metano occorre distinguere: per i veicoli omologati esclusivamente con queste alimentazioni la regola generale richiamata dall’ACI prevede un bollo ridotto, pari a circa un quarto rispetto a quello di una corrispondente vettura a benzina, quindi una riduzione del 75% e non un azzeramento. Per i bifuel possono invece intervenire specifiche agevolazioni regionali.
















