La riforma del bollo auto cambia il rapporto tra automobilisti, imprese e Regioni e mette ordine in una tassa che vale ogni anno miliardi di gettito. Il decreto legislativo 147/2026 introduce nuove scadenze di pagamento, sposta alcuni obblighi fiscali nei contratti di noleggio e rafforza gli strumenti di controllo. Il calendario sarà graduale: alcune misure sono già operative, altre scatteranno nel 2027, mentre la nuova struttura annuale del tributo entrerà a regime dal 1° gennaio 2028.

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Dal 2028 il bollo seguirà l’immatricolazione

La novità più ampia riguarda il calendario. Per i veicoli immatricolati dal 2028 il bollo coprirà dodici mesi a partire dal mese di immatricolazione: il primo versamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo, mentre i rinnovi scadranno nell’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Le Regioni potranno prevedere pagamenti quadrimestrali per determinate categorie. Per i mezzi registrati entro il 31 dicembre 2027, invece, resteranno valide le attuali scadenze salvo diversa scelta regionale.

Noleggio e flotte: il conto passa all’utilizzatore

Dal 1° gennaio 2027 cambia anche il trattamento dei veicoli in noleggio a lungo termine senza conducente. Per i nuovi contratti, per quelli rinnovati o prorogati dopo il 2026 e per quelli la cui esecuzione inizierà dal 2027, il soggetto tenuto al bollo sarà direttamente l’utilizzatore indicato nel contratto annotato al PRA. La riforma interviene inoltre sulla territorialità del gettito delle imprese, guardando al luogo nel quale viene svolta stabilmente la gestione ordinaria quando questo non coincide con la sede legale.

Concessionarie, fermo amministrativo e Superbollo

La stretta è già partita per il mercato dell’usato: dal 12 agosto la semplice consegna del veicolo a un concessionario non basta più a interrompere il pagamento. Serve la trascrizione al PRA della cessione e, se questa arriva oltre sessanta giorni, il beneficio non vale per i periodi precedenti. Il decreto chiarisce inoltre che il bollo resta dovuto anche in presenza di fermo amministrativo. Dal 2027, infine, eventuali esenzioni regionali dal bollo non si estenderanno automaticamente al Superbollo, per il quale conteranno le sole esenzioni previste dallo Stato.

Più dati alle Regioni e riscossione più veloce

Sul fronte della compliance nasce un sistema più integrato attorno all’Archivio nazionale delle tasse automobilistiche, ANTA, gestito attraverso il PRA e collegato alle banche dati pubbliche utili per individuare anomalie ed evasione. La riforma rafforza inoltre gli strumenti della riscossione: gli atti di accertamento possono diventare titoli esecutivi senza passare da una successiva cartella, una volta trascorsi i termini previsti dalla legge. Per le Regioni significa maggiore capacità di recupero; per contribuenti e imprese, invece, diventa ancora più importante intercettare rapidamente errori e contestazioni.