Bollette più leggere in vista per i consumatori vulnerabili. A partire dall’inizio del 2025, i prezzi nel mercato tutelato dell’energia torneranno a essere più convenienti rispetto a quelli del mercato libero. A segnalarlo è l’ultima Relazione Annuale a governo e Parlamento appena presentata da Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera). Dopo una fase di incertezza legata agli shock energetici globali e alla crisi geopolitica, il servizio di tutela torna a offrire condizioni economiche più vantaggiose, specie per le famiglie a basso reddito, gli anziani e i soggetti con disabilità.
Bollette, dal 2025 prezzi in calo per il mercato tutelato
Secondo quanto illustrato da Besseghini, la fase eccezionale del 2022–2023, in cui il mercato libero ha temporaneamente garantito condizioni più favorevoli rispetto alla tutela, si è chiusa. Nel 2024, complice anche un meccanismo di compensazione che diluisce nel tempo le fluttuazioni di costo, il mercato tutelato ha ripreso a proporre prezzi più contenuti. Una dinamica che – sottolinea il presidente dell’Authority – si sta consolidando con l’inizio del 2025, in linea con i valori pre-crisi: «Abbiamo osservato un ritorno del differenziale che storicamente caratterizzava i due mercati, con un vantaggio medio del 19% a favore della tutela tra il 2012 e il 2019».
Prezzi e tutele: i numeri del confronto
I dati forniti da Arera rendono evidente il gap. Per un consumatore domestico vulnerabile in regime di tutela, con consumi annui di 2.000 kWh, il prezzo dell’energia elettrica al 1° gennaio 2025 è di 28,21 centesimi/kWh al netto delle imposte (31,28 al lordo). Nello stesso scenario, un utente con tutele graduali nel mercato libero paga 22,33 centesimi/kWh al netto (24,81 al lordo). Sebbene alcune offerte del mercato libero possano includere servizi aggiuntivi, osserva Besseghini, il vantaggio di prezzo resta tangibile: «Se il differenziale è di qualche punto percentuale, è legittimo immaginare che rifletta extra-servizi. Ma oggi, nella media, il tutelato resta più conveniente per chi cerca stabilità e trasparenza».
Il ruolo cruciale del decreto Aiuti bis
Un fattore determinante è stata la sospensione delle modifiche unilaterali nei contratti di fornitura, introdotta dal decreto Aiuti bis nell’agosto 2022, che ha limitato la volatilità dei prezzi nel mercato libero. Ma la vera leva è stata la struttura del mercato tutelato, che consente di ammortizzare gli aumenti e distribuirli nel tempo, tutelando i consumatori dalle impennate dei costi all’ingrosso.
Arera, tutelati i consumatori più vulnerabili
Il quadro delineato da Arera riaccende il dibattito sulla futura uscita dal mercato tutelato, prevista per il 2024-2025. Se da un lato il libero mercato offre varietà e opzioni, dall’altro i numeri dimostrano che per molti utenti vulnerabili la tutela resta ancora oggi la soluzione più economica. In un contesto in cui la transizione energetica impone trasformazioni profonde, la protezione dei soggetti più fragili resta una priorità regolatoria. Il mercato si evolve, ma la convenienza – per ora – resta sotto tutela.
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