L’estate porta con sé un nuovo aumento delle bollette elettriche per una parte delle famiglie italiane. Dal 1° luglio 2026, infatti, scatterà un rincaro del 4,6% per i clienti vulnerabili ancora serviti nel regime di Maggior Tutela, una platea che comprende circa tre milioni di utenti. La revisione tariffaria, decisa da Arera, riflette l’andamento dei mercati energetici internazionali e l’incremento dei costi necessari a garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale.
Chi sarà interessato dagli aumenti
L’aggiornamento tariffario riguarda esclusivamente i clienti classificati come vulnerabili, gli unici che continuano a beneficiare del servizio di Maggior Tutela dopo la fine del mercato tutelato per la generalità degli utenti. Secondo Arera, l’incremento interesserà circa 3 milioni di famiglie, mentre tutti gli altri consumatori continueranno a pagare le condizioni previste dai rispettivi contratti del mercato libero, senza alcun adeguamento automatico legato a questa decisione.
Prezzi dell’energia e tensioni internazionali spingono i costi
Alla base del rincaro c’è soprattutto l’aumento previsto dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica, alimentato dalla crescita dei consumi durante i mesi estivi e da un quadro geopolitico ancora caratterizzato da forte incertezza internazionale, che continua a influenzare le quotazioni delle materie prime energetiche. A questi fattori si aggiungono i maggiori costi del mercato della capacità, lo strumento che assicura la disponibilità di energia sufficiente nei periodi di maggiore domanda, come quelli di luglio, quando il sistema elettrico è sottoposto alle cosiddette “ore critiche”.
Gli oneri di sistema pesano ancora sulla bolletta
Un’altra componente determinante dell’aumento è l’adeguamento della voce ASOS, destinata a finanziare gli incentivi alle fonti rinnovabili e a rafforzare la liquidità della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA). Arera ha precisato di aver scelto un intervento graduale, proprio per limitare l’impatto immediato sui bilanci delle famiglie. A contenere solo in parte il rincaro contribuirà invece la riduzione delle componenti di commercializzazione PCV e DispBT, operative dal 1° luglio.
Come cambia il prezzo dell’energia
Dal prossimo trimestre il prezzo di riferimento per il cliente tipo salirà a 31,63 centesimi di euro per kilowattora, imposte comprese. Oltre la metà della bolletta, pari al 53,5%, sarà rappresentata dai costi di approvvigionamento dell’energia, mentre il 19,5% riguarderà i servizi di rete, trasporto e distribuzione. Gli oneri di sistema peseranno per il 10,5% del totale, con un incremento del 9,4% rispetto al trimestre precedente, mentre imposte e accise incideranno per il 9,8%. All’interno degli oneri generali, la componente ASOS rappresenta oltre il 95% del totale, confermandosi la voce predominante destinata al sostegno delle energie rinnovabili.
















