Economy magazine

Aquasi due anni dalla nomina al vertice della Confindustria, quale ruolo lei riconosce per i “corpi intermedi” in una società democratica e di mercato come l’Italia? Un ruolo d’iniziativa, a giudicare dalle attese per il piano che la sua Confindustria prepara per le imminenti Assiste di Verona…

Un ruolo fondamentale per rappresentare interessi in forma nuova e non solo più difenderli – risponde Vincenzo Boccia, presidente della Confederazione degli industriali italiani (nella foto) – In questa logica Confindustria vuole essere un ponte tra gli interessi delle imprese e quelli del Paese. Non a caso il piano di medio termine che presenteremo il 16 febbraio alle Assise di Verona avrà al primo posto il lavoro, soprattutto giovanile, come cerniera con le famiglie italiane la cui preoccupazione principale riguarda il presente dei padri (e naturalmente delle madri) e il futuro dei figli.

La crescita del ruolo delle autorità europee quali obblighi e quali limiti comporta sull’attività delle associazioni imprenditoriali nazionali? Non è ormai indispensabile che anche le organizzazioni nazionali come la sua riescano a portare nella sede europea le istanze che rappresentano?

L’Europa, con le sue istituzioni, dovrà essere con sempre maggiore convinzione un driver della crescita e non un ostacolo allo sviluppo. Su questo siamo d’accordo con i colleghi delle Confindustrie di Germania, Francia e Spagna con i quali stiamo lavorando perché la Questione Industriale diventi la principale Questione Europea. Tutti insieme dovremo fronteggiare tentazioni pericolose come nel caso della nuova normativa sugli Npl che rischia di restringere il credito alle imprese mentre serve esattamente il contrario.

In una società molto complessa su tutti i piani quanto conta per l’associazionismo la capacità di erogare servizi complessi agli associati? 

Conta moltissimo e Confindustria dispone di una struttura di supporto di primo livello, in grado di affiancare e assistere gli associati in ogni particolare esigenza. Ma, soprattutto, conta la capacità di affermare quei valori che conferiscono a un corpo intermedio la legittimazione a essere un attore ascoltato della società.