Il Bitcoin sta tornando al centro della scena finanziaria, ma questa volta il movimento non riguarda soltanto il prezzo. La criptovaluta si è riportata nell’area degli 86.000-87.000 dollari, mentre dagli Stati Uniti arriva un segnale ancora più significativo: quasi un miliardo di dollari è confluito in una sola seduta negli ETF spot americani. Sullo sfondo, banche e autorità monetarie stanno accelerando sulla finanza tokenizzata, trasformando quella che fino a pochi anni fa appariva una nicchia speculativa in un terreno sempre più frequentato dalla finanza tradizionale.

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Gli ETF riaccendono la domanda istituzionale

Il dato che ha attirato maggiormente l’attenzione arriva dagli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti. Nella seduta di lunedì gli strumenti hanno raccolto quasi 1 miliardo di dollari di afflussi netti, il nono risultato giornaliero più elevato dalla loro nascita e il migliore dal 2025, secondo i dati SoSoValue. Il ritorno dei flussi coincide con il recupero di Bitcoin sopra quota 86.000 dollari e con un clima meno teso sui mercati azionari, favorito anche dalla discesa del petrolio e dalle aspettative di una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.

Sul mercato delle opzioni compare quota 95.000

La nuova accelerazione non si limita al mercato spot. Anche tra i derivati si moltiplicano le strategie costruite attorno a un ulteriore rialzo di Bitcoin: una posizione in opzioni del valore di circa 3,2 milioni di dollari, strutturata come “long call butterfly”, è stata impostata per ottenere il massimo rendimento con Bitcoin vicino ai 95.000 dollari alla scadenza del 30 ottobre. L’operazione non rappresenta naturalmente una previsione sul prezzo, ma segnala come una parte del mercato stia tornando a costruire esposizioni su livelli sensibilmente superiori a quelli attuali. La volatilità attesa resta quindi una componente centrale dello scenario.

Dalle banche canadesi alle stablecoin: cambia l’infrastruttura

La trasformazione più profonda, tuttavia, potrebbe avvenire lontano dai grafici di Bitcoin. Le sei maggiori banche canadesi — tra cui RBC, TD, BMO, CIBC e Scotiabank — hanno avviato un progetto congiunto per sperimentare depositi tokenizzati in dollari canadesi e trasferirli tra istituzioni finanziarie, con l’obiettivo di ottenere pagamenti più rapidi, programmabili ed efficienti. Intanto Reap, società acquisita da Payward, il gruppo dietro Kraken, sta lavorando a una stablecoin in peso messicano e valuta soluzioni legate anche a euro, yen, won e dollaro di Hong Kong per consentire regolamenti valutari operativi 24 ore su 24.

Binance investe in Circle, mentre l’Europa alza le difese

Anche il mercato delle stablecoin sta entrando in una fase di consolidamento. Binance ha investito 100 milioni di dollari in Circle, emittente di USDC: i documenti depositati alla SEC indicano l’acquisto di 1.237.011 azioni a 80,84 dollari ciascuna, nell’ambito di un accordo commerciale quinquennale tra le due società. In Europa, intanto, BCE e banche centrali nazionali chiedono modifiche alle regole MiCA sulle riserve delle stablecoin e maggiori cautele sui modelli di emissione globale, mentre segnalano difficoltà nell’applicazione delle norme agli operatori non conformi. La partita si sposta così sempre più sul terreno della stabilità finanziaria.

La regolazione diventa il vero spartiacque

Negli Stati Uniti la SEC sta contemporaneamente ampliando il proprio lavoro sulle attività digitali e sulla tokenizzazione dei mercati tradizionali. A settembre l’autorità ha introdotto un’esenzione condizionata di cinque anni per alcune piattaforme dedicate alla negoziazione di azioni tokenizzate, mentre la Crypto Task Force continua a lavorare sulla definizione di regole più chiare per intermediari e infrastrutture del settore. Resta però aperto il fronte della compliance internazionale: secondo Reuters, procuratori federali statunitensi stanno esaminando possibili violazioni delle sanzioni contro l’Iran da parte di Binance; l’exchange sostiene di applicare una politica di tolleranza zero sulle violazioni e di collaborare con le autorità.