
Le criptovalute stanno entrando sempre più nella finanza tradizionale, ma restano anche uno dei terreni preferiti dalle frodi online. Due casi recenti mostrano bene questa doppia faccia: in Ucraina è stata smantellata una rete accusata di aver sottratto fino a un milione di dollari al mese, mentre negli Stati Uniti Bitcoin viene utilizzato come garanzia per ottenere un mutuo. Due vicende molto diverse, ma unite dallo stesso tema: il crescente peso degli asset digitali nel sistema finanziario.
Ucraina, smantellata una rete di false piattaforme
Le autorità ucraine hanno fermato un’organizzazione che avrebbe utilizzato finti siti di investimento per sottrarre criptovalute a risparmiatori di oltre venti Paesi. Secondo SBU e polizia nazionale sono state individuate almeno 62 vittime, mentre più di 46 cittadini ucraini sarebbero stati coinvolti nella rete. Nei periodi di maggiore attività, il giro di denaro avrebbe raggiunto fino a un milione di dollari al mese.
Profitti finti per convincere gli investitori
Il meccanismo sarebbe stato costruito per apparire credibile: agli utenti venivano mostrati guadagni inesistenti e rendimenti elevati per spingerli a investire altro denaro. Collegando il proprio portafoglio digitale, però, le vittime rischiavano di autorizzare trasferimenti non voluti attraverso software malevoli. Durante le perquisizioni sono stati controllati 23 tra uffici e abitazioni e sequestrati dispositivi informatici, denaro e auto di lusso. Le indagini sono ancora in corso.
Negli Usa Bitcoin diventa garanzia per comprare casa
Negli Stati Uniti il Bitcoin viene invece utilizzato in modo sempre più vicino alla finanza bancaria. Better Mortgage, insieme a Coinbase, permette ad alcuni clienti di usare BTC come collaterale per finanziare l’anticipo di un mutuo senza dover vendere le criptovalute. Per la parte garantita dagli asset digitali è previsto inizialmente un rapporto di 2,5 dollari in Bitcoin per ogni dollaro finanziato.
Il Bitcoin resta bloccato fino alla chiusura del mutuo
Il punto più importante riguarda la disponibilità del collaterale. Better ha spiegato che può riutilizzare i Bitcoin dati in garanzia, mantenendo però una quantità equivalente pronta per la restituzione. Il cliente non può riavere liberamente le criptovalute finché il mutuo principale non viene rimborsato o rifinanziato. È quindi una soluzione che consente di non vendere Bitcoin, ma che introduce nuovi rischi contrattuali e di controparte.















