Sulla pelle di ognuno vive un universo invisibile: miliardi di microrganismi che convivono, ci proteggono e raccontano molto del nostro equilibrio interiore. Cecilie Nordstrøm lo chiama “il bioma del benessere cutaneo”. Ed è con questo sguardo – rispettoso, scientifico e insieme profondamente umano – che la fondatrice di Oslo Skin Lab ha trasformato un’intuizione personale in un impero digitale della cosmetica da dentro, capace di rivoluzionare il modo in cui pensiamo la bellezza.
Cecilie, partiamo da qui: dal bioma della pelle. È davvero così importante?
Assolutamente sì. La nostra pelle ospita una comunità ricca e complessa di microrganismi benefici: è come un piccolo ecosistema che mantiene l’equilibrio, difende dai patogeni e regola processi fondamentali come l’idratazione o la risposta immunitaria. Se questo equilibrio si spezza – per esempio per stress, dieta sbilanciata o prodotti troppo aggressivi – la pelle reagisce: diventa più fragile, irritata, spenta. È per questo che oggi parliamo tanto di probiotici e microbiota cutaneo: aiutano a ricostruire quell’armonia naturale.
Ed è da qui che nasce The Recipe, la vostra nuova linea skincare?
Esattamente. Dopo il successo di The Solution, sentivamo l’urgenza di proporre qualcosa che lavorasse anche all’esterno, in sinergia con gli integratori. The Recipe è una linea completa – dal detergente al siero, fino alla crema corpo – ma il suo cuore è il Probiotic Night Serum Kit: un trattamento notturno bifasico che libera, al momento dell’applicazione, batteri vivi e attivi. Sono questi microorganismi che “dialogano” con il microbiota naturale della pelle, rinforzandolo, lenendo le infiammazioni e migliorando la barriera protettiva. È un approccio olistico e innovativo, che riunisce scienza dermatologica e biotecnologia verde.
Tutto però parte da un momento preciso, quasi cinematografico…
(Ride) Sì, da un bagno d’aeroporto. Ero di ritorno da un viaggio di lavoro, stanca, sotto le luci al neon ho notato i primi segni del tempo sul mio viso. In quel momento ho capito che dovevo prendermi cura di me in modo diverso, più intelligente. Lavoravo da molti anni nel settore degli integratori, e mi è stato naturale chiedermi: se la nutrizione influenza tutto, perché non anche la pelle? Così ho cominciato a studiare gli ingredienti che avevano un impatto documentato sulla cute, e mi sono imbattuta nei peptidi di collagene.
E da lì nasce Oslo Skin Lab.
Sì, nel 2016, in Norvegia. La mia idea era semplice ma ambiziosa: creare un prodotto scientificamente validato che aiutasse la pelle a rigenerarsi dall’interno. È così che ho sviluppato The Solution Beauty Collagen, composto da peptidi di collagene Verisol B ottenuti con un processo brevettato. Diversi studi clinici indipendenti hanno dimostrato che, dopo 8 settimane di assunzione, la profondità delle rughe si riduce in media del 20% rispetto al placebo. Sono ricerche rigorose – doppio cieco, randomizzate, pubblicate su riviste peer-reviewed – ed è per me una grande soddisfazione sapere che dietro ogni bustina venduta c’è vera scienza.
Che differenza c’è tra il vostro collagene e i tanti altri sul mercato?
Due aspetti: qualità e assimilazione. Non si tratta semplicemente di “bere collagene”, ma di fornire al corpo le catene peptidiche giuste, quelle che riescono a stimolare la produzione endogena del collagene nel derma. È questo processo che rende la pelle più elastica e compatta. Inoltre The Solution non contiene additivi o aromi: è puro, e proprio per questo mantiene l’efficacia negli anni.
Il vostro modello di business è diventato un caso di studio.
Oslo Skin Lab è un’azienda completamente digitale. Vendiamo direttamente ai consumatori, senza intermediari, e raggiungiamo oggi 13 Paesi europei più gli Stati Uniti. In Italia siamo arrivati nel 2023 e in due anni abbiamo già 30.000 clienti attivi, con un fatturato previsto di 11 milioni di euro entro fine 2025. Globalmente stiamo per toccare i 50 milioni. La formula vincente è quella dell’abbonamento flessibile: chi si iscrive riceve il prodotto ogni mese, con sconti e la libertà di sospendere quando vuole. È un modo sostenibile di garantire costanza, che è l’elemento chiave nei trattamenti di bellezza.
Anche il marketing segue una logica diversa, più esperienziale.
Sì, perché la bellezza è relazione. Oltre alla presenza online, puntiamo su esperienze fisiche come il nostro primo Beauty Studio pop-up a Milano, in Corso Garibaldi, aperto per tutto ottobre. Qui le persone possono testare i prodotti, assistere a talk, partecipare a workshop e vivere il marchio in modo sensoriale.
I numeri impressionano: da una startup nordica a un marchio internazionale.
Abbiamo avuto una crescita media del 50% annuo dal 2016. Oslo Skin Lab ora impiega circa 35 persone e fa parte di Orkla Health, gruppo norvegese che ha creduto nel nostro potenziale. Ma l’anima imprenditoriale resta: continuiamo ad agire come una startup, con agilità e curiosità.
C’è un ingrediente umano, oltre a quello scientifico.
Assolutamente. Ho tre figli, e credo che questo abbia influenzato il mio modo di vedere il lavoro e la bellezza. Per me non si tratta di inseguire la giovinezza, ma di imparare a prendersi cura di sé in modo consapevole e gentile. È la filosofia dello slow-aging: accettare il tempo come parte della nostra identità, e accompagnarlo con scelte intelligenti. È anche il messaggio che condividiamo con la nostra nuova ambasciatrice, Kate Winslet: autentica, libera, coerente con l’idea di una bellezza reale.
Il futuro del brand?
Continuare su questa strada, unendo scienza e natura, digitale e prossimità. Voglio che Oslo Skin Lab resti fedele alla sua missione: nutrire la pelle dall’interno e ricordare, a ciascuno di noi, che la bellezza è un processo, non una promessa.
















