L’Unione europea intensificherà nel 2026 l’applicazione delle norme sui mercati e i servizi digitali (Dma e Dsa) contro i colossi statunitensi della tecnologia, tra cui Google, Meta, Apple e la piattaforma X di Elon Musk. Lo riferisce il quotidiano britannico “Financial Times”, citando funzionari e politici europei, secondo cui Bruxelles sta ora puntando sull’attuazione concreta delle norme, dopo anni di negoziati legislativi.
Il nuovo approccio, definito “misurato ma risoluto”, ha già portato a multe – come quella da 120 milioni di euro inflitta a dicembre a X per violazione delle regole sulla trasparenza – e modifiche dei modelli di business da parte di Apple e Meta. Parallelamente, sono state avviate nuove indagini su possibili pratiche anticoncorrenziali, come l’accesso di fornitori rivali di intelligenza artificiale a WhatsApp, l’uso di contenuti online da parte di Google per l’addestramento di modelli IA, e la concorrenza nel settore del cloud. Tuttavia, l’applicazione delle norme rischia di inasprire le tensioni con gli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha chiesto modifiche alle regole europee e minacciato dazi in risposta alle misure contro le aziende della Silicon Valley. A dicembre Washington ha imposto un divieto di visto all’ex commissario Thierry Breton, accusato di “censura” per aver chiesto il rispetto delle norme sul contenuto illegale a Elon Musk. “La nostra regolamentazione non si annulla solo perché non vi piace”, ha dichiarato la commissaria Ue alla Concorrenza Teresa Ribera.
Secondo Damien Geradin, avvocato esperto di antitrust interpellato dal quotidiano britannico, “l’applicazione delle normative è diventata più difficile a causa della linea aggressiva adottata da Washington”. Apple ha chiesto l’abolizione del Dma, Meta accusa Bruxelles di penalizzare le aziende statunitensi, mentre Google parla di “rischio di soffocare l’innovazione”. Nonostante queste pressioni, i parlamentari europei spingono per un’azione più incisiva, in particolare su contenuti illegali, interferenze elettorali legate a TikTok e concorrenza nell’intelligenza artificiale. “Stiamo affrontando un attacco alla nostra democrazia da parte degli oligarchi tecnologici”, ha avvertito l’eurodeputata Alexandra Geese.

















