
Il caro carburanti si misura soprattutto alla cassa. Dopo il tetto deciso da Eni e l’intervento annunciato da Ip-Socar, per milioni di automobilisti la domanda è una sola: quanto cambia davvero il costo di un pieno? Le prime stime indicano un risparmio che può avvicinarsi ai 10 euro per rifornimento, con benefici più consistenti nelle zone dove benzina e diesel viaggiano sopra la media nazionale. E se il meccanismo verrà applicato su larga parte delle due reti, l’effetto potenziale potrebbe riguardare migliaia di distributori italiani.
Eni: fino a 9,35 euro in meno su un pieno
Eni ha fissato nella rete Enilive un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Sulla base dei listini medi comunicati dal Mimit, Adusbef calcola che il vantaggio possa arrivare a 16,9 centesimi al litro sulla benzina e a 18,7 centesimi sul diesel. Tradotto su un pieno da 50 litri significa circa 8,45 euro in meno per la benzina e 9,35 euro per il gasolio. Il risparmio cresce dove i prezzi alla pompa sono più alti. Secondo le stime riportate, a Bolzano un pieno di diesel può costare quasi 12 euro in meno, mentre sulla benzina il vantaggio può superare i 10 euro. Il beneficio effettivo dipende quindi dalla differenza tra il prezzo locale praticato prima dell’intervento e il nuovo tetto applicato dalla compagnia.
Con Ip la platea potenziale si allarga
La scelta di Socar di intervenire anche sulla rete Ip amplia sensibilmente il perimetro dell’operazione. Secondo le stime riportate da Adnkronos e riprese dal Sole 24 Ore, ai circa 4 mila punti vendita Eni-Enilive potrebbero aggiungersi circa 4.500 distributori Ip, portando il totale potenziale a circa 8.500 impianti su una rete nazionale di circa 22 mila stazioni. Per Ip, però, il quadro è diverso da quello di Eni: Socar ha annunciato un intervento progressivo per fissare un limite ai prezzi, ma nel materiale disponibile non viene indicato un tetto nazionale unico paragonabile a 1,99 e 2,19 euro. Per questo non è ancora possibile calcolare con la stessa precisione un risparmio medio per ogni pieno effettuato sulla rete Ip. Il vantaggio dipenderà dai prezzi che verranno concretamente applicati nei singoli impianti.
Una famiglia può arrivare a circa 80 euro al mese
L’effetto diventa più evidente se si guarda alla spesa mensile. Il Centro studi di Unimpresa stima che una famiglia con due automobili, considerando rifornimenti regolari, possa arrivare a risparmiare fino a circa 17,80 euro alla settimana, cioè nell’ordine degli 80 euro al mese. Si tratta di una stima teorica, legata alla frequenza dei pieni e al tipo di carburante utilizzato, ma rende evidente l’impatto che alcuni centesimi al litro possono avere sul bilancio familiare.
Per le imprese il risparmio cresce con il numero dei mezzi
L’effetto è ancora maggiore per artigiani e piccole imprese che lavorano con furgoni e veicoli commerciali. Secondo le stime citate da Unimpresa, il risparmio può oscillare tra 50 e 160 euro al mese per mezzo, al netto dell’Iva, a seconda dei consumi e delle percorrenze. Su una flotta di dieci furgoni il beneficio può arrivare a circa 245 euro alla settimana e superare i 3.300 euro complessivi fino alla fine dell’anno. La Cgia di Mestre ha inoltre sottolineato che, nonostante gli sconti, il livello dei carburanti resta sensibilmente superiore a quello osservato prima della recente impennata.















