CLAUDIO SFORZA, AD BENETTON

Dopo decenni in cui il gruppo di Ponzano Veneto è stato sinonimo di integrazione verticale, la storica casa dei “maglioni colorati” sceglie di voltare pagina. Benetton Group si divide in sette nuove società operative, un’operazione complessa di riorganizzazione industriale con doppia scissione – parziale e con scorporo – che ridisegna l’architettura del gruppo con l’obiettivo di dimezzare le perdite nel 2025 e raggiungere il pareggio nel 2026.

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Il piano, annunciato la scorsa estate e ormai pronto a entrare in vigore da gennaio, è il passo più deciso del nuovo corso guidato dal CEO Claudio Sforza, impegnato in una profonda revisione strategica che tocca asset, funzioni e governance. L’operazione, che coinvolge circa 700 lavoratori italiani, è stata accompagnata da un accordo sindacale siglato in Confindustria Veneto e segna la fine di un modello produttivo che aveva fatto la fortuna del gruppo negli anni Ottanta e Novanta.

Sette nuove società, un solo obiettivo: efficienza e redditività

Dalla scissione nascono Green 347, Benetton Operations, Benetton Distribution, Retail Italia Network, Property 347, Retail Omnia e E-Commerce — tutte con sede nel polo di Castrette, vicino a Ponzano Veneto.
Green 347, il cui nome richiama il celebre Pantone Verde Benetton (347), sarà la holding operativa del nuovo ecosistema, mentre Retail Italia Network raggrupperà i negozi italiani di proprietà, fino a oggi gestiti direttamente dal gruppo. Le attività retail nei mercati esteri — Turchia, India, Corea e Giappone — continueranno a essere coordinate dalle branch locali.

Benetton Operations avrà in carico design, marketing, sviluppo prodotto e comunicazione dei marchi Benetton e Sisley, mentre Property 347 gestirà gli asset immobiliari del gruppo, compresi Villa Minelli, Fabrica e i terreni tra Ponzano Veneto e Treviso. Retail Omnia e la divisione E-Commerce si occuperanno della rete distributiva e delle vendite online, aree chiave per l’internazionalizzazione e la marginalità del gruppo.

Fine dell’integrazione verticale, nasce il modello modulare

Con la nuova struttura, Benetton abbandona definitivamente il modello di integrazione verticale per abbracciare una logica più modulare e flessibile. Il cambiamento era già iniziato nel 2024 con la cessione degli stabilimenti produttivi nei Balcani e nel Nord Africa e con l’avvio di trattative con partner logistici esterni, tra cui Poste Logistics.
La trasformazione punta a ridurre i costi operativi, razionalizzare la supply chain e concentrare le risorse su brand, retail e innovazione di prodotto, le aree dove il gruppo può ancora competere globalmente.

La nuova organizzazione nasce per rendere più chiara la catena di comando e più veloce il processo decisionale. L’obiettivo è liberare risorse per investire nei mercati chiave e nel digitale. Dopo aver chiuso il 2024 con ricavi per circa 917 milioni di euro, Benetton punta a migliorare la redditività e a stabilizzare la rete internazionale.

Fondata nel 1965 e diventata un’icona mondiale di creatività e marketing, Benetton Group attraversa oggi una fase di profonda rigenerazione. La scissione in sette entità non è solo un’operazione contabile: è un tentativo di rimettere in equilibrio un brand storico in un mercato della moda sempre più polarizzato tra lusso e fast fashion.
Resta da vedere se questa nuova architettura, più leggera e focalizzata, saprà ridare al marchio quella forza propulsiva che l’ha reso per anni ambasciatore dello stile e dell’industria italiana nel mondo.