Bene l’oro ma non chiamatelo rifugio

Basta guardare un grafico di 10 anni per capire che l’oro è utile per la diversificazione del portafoglio. I gestori indicano un peso massimo del 5% o poco più .Non è “il” bene rifugio, se per rifugio si intende un investimento che garantisca sempre stabilità e incrementi di valore.  Può perdere quota anche quando cadono le Borse e non è detto che si apprezzi in un periodo di grande incertezza come è stata la pandemia. Il suo prezzo fluttua, dipende dal prezzo d’acquisto e quello di vendita. Fra i vantaggi c’è una credibilità dei prezzi, frutto di scambi consistenti in tutti i mercati rilevanti. Nel settembre 2011 il metallo giallo aveva toccato un ottimo livello a 1921 dollari l’oncia (28,35 grammi).  Un anno dopo era a quota 1753. Buon recupero fino al 2020 quando a luglio superava i 2000 dollari. Ora è vicino ai 1800 dopo mesi altalenanti. I grafici smentiscono anche la correlazione inversa con l’azionario. Non è confermato che le Borse in caduta producono un aumento del metallo giallo. Negli ultimi 15 anni la correlazione con l’azionario è stata del 63% cioè si muove prevalentemente nella direzione degli indici azionari. Anche l’andamento inverso rispetto al dollaro non è assicurato.

L’oro mantiene un grande fascino tattile, il piacere di toccare lingotti o oggetti d’oro. I potenti del mondo, in tutti i secoli, hanno cercato di avere più oro possibile per certificare la loro ricchezza, per garantirsi il potere, per coprirsi la fuga, come forma di pagamento accettata da tutti.

Si può investire in oro in molti modi ma una prima scelta è “oro fisico”, cioè i lingotti che si toccano. Oppure “oro finanziario” cioè certificati rappresentativi del possesso di oro o investimenti in forma collettiva con prodotti che hanno il materiale prezioso come sottostante. Nel primo caso, una volta acquistato, l’oro va protetto con i relativi costi. Una strada può essere una cassetta di sicurezza di una banca che comunque richiede 200-300 euro l’anno. Attenzione all’acquisto di lingotti da parte di privati: ogni lingotto deve essere accompagnato da un certificato cartaceo che attesti la raffineria d’origine , con numero di serie, il peso e il grado di purezza. Ce ne sono piccolissimi da un grammo fino ad arrivare a 12,4 chili (400 once). Non è consigliabile tenerlo in casa seppure in cassaforte e comunque andrebbe assicurato.

L’acquisto di titoli rappresentativi del possesso di oro regala meno emozioni pur essendo un buon modo per partecipare a eventuali apprezzamenti.  Si possono comprare fondi comuni, certificati specializzati o Etc (Exchange Traded Commodity, in sostanza gli Etf delle materie prime). Si possono comprare azioni azioni di gruppi minerari attivi nell’estrazione dell’oro.