rialzo tassi
Christine Lagarde, Presidente della Bce

La decisione della Bce di mantenere i tassi fermi al 4,25% e al 4,50% ha lasciato interdetti i mercati che hanno registrato forti oscillazioni. Sia i listini italiani che europei hanno chiuso con andamenti contrastanti. Il Consiglio direttivo ritiene che «i tassi attuali siano adeguati e contribuiranno in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Le future decisioni saranno prese per garantire che i tassi rimangano a livelli sufficientemente restrittivi per il tempo necessario».

Tassi fermi Bce, le Borse chiudono volatili

Nonostante una diminuzione recente, l’inflazione potrebbe temporaneamente aumentare nel breve periodo, come indicato nell’annuncio della riunione odierna. Le proiezioni degli esperti della BCE prevedono una graduale riduzione dell’inflazione nell’area euro nel prossimo anno, avvicinandosi all’obiettivo del Consiglio direttivo del 2% entro il 2025. Le stime complessive indicano un’aspettativa media dell’inflazione al 5,4% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,1% nel 2025 e all’1,9% nel 2026. Le previsioni sono state riviste al ribasso rispetto a settembre, soprattutto per il 2024.

Inflazione, Bce rivede al ribasso le stime

L’inflazione di fondo è diminuita ulteriormente, ma rimangono pressioni sui prezzi a livello interno, principalmente a causa dell’incremento dei costi del lavoro per unità di prodotto. Gli esperti della BCE prevedono che l’inflazione, escludendo energia e alimentari, si attesterà mediamente al 5,0% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,3% nel 2025 e al 2,1% nel 2026.

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L’andamento dei tassi condiziona l’economia

Gli aumenti precedenti dei tassi di interesse continuano a influenzare l’economia in modo significativo. Le condizioni di finanziamento più strette stanno frenando la domanda e contribuendo al declino dell’inflazione. Secondo gli esperti dell’Eurosistema, si prevede che la crescita economica rimarrà limitata nel breve periodo. Tuttavia, oltre a questo periodo, ci si aspetta una ripresa grazie all’aumento dei redditi reali, dato che le famiglie beneficeranno della diminuzione dell’inflazione e dell’aumento dei salari, insieme a un miglioramento della domanda esterna. Di conseguenza, le previsioni degli esperti indicano un aumento della crescita, passando da una media dello 0,6% nel 2023 all’0,8% nel 2024 e al 1,5% sia nel 2025 che nel 2026.