Bce rosso

Per chi ha un mutuo a tasso variabile, il conto degli interessi rischia di diventare ancora più pesante. Un nuovo aumento dei tassi da parte della Bce si tradurrebbe infatti in un ulteriore incremento delle rate, mentre le aspettative sui mercati indicano che la stretta monetaria potrebbe non fermarsi all’intervento atteso per oggi.

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Secondo le previsioni degli analisti, la Bce dovrebbe confermare un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base nella riunione odierna. Una decisione che, secondo le stime di Facile.it, porterebbe la rata di un mutuo variabile standard da 126.000 euro, con durata di 25 anni, dagli attuali 614 a circa 631 euro al mese.

L’effetto si aggiungerebbe agli aumenti già registrati dall’inizio del 2026. A gennaio la stessa rata era infatti pari a 578 euro, mentre con il nuovo intervento l’incremento complessivo rispetto all’inizio dell’anno arriverebbe a circa 53 euro al mese.

Bce alza i tassi, cosa cambia per i mutui variabili

L’impatto non sarebbe limitato al prossimo rialzo. A preoccupare i mutuatari è soprattutto l’evoluzione attesa dei tassi nei prossimi mesi. Secondo Facile.it, le tensioni sui prezzi delle materie prime legate alla crisi in Medio Oriente stanno alimentando nuovamente le pressioni inflazionistiche. In questo scenario, il mercato si aspetta che la Bce possa proseguire con una politica monetaria più restrittiva.

A fornire un’indicazione sulle prossime mosse sono anche i futures sull’Euribor. Le quotazioni aggiornate alla prima settimana di settembre incorporano almeno un ulteriore aumento dei tassi entro la metà del 2027 e non escludono un’altra stretta entro la fine dello stesso anno.

L’Euribor a tre mesi, parametro di riferimento per molti mutui a tasso variabile, è indicato attualmente al 2,67%. Secondo le aspettative del mercato potrebbe arrivare al 3,10% entro giugno 2027. Per il mutuatario preso come riferimento da Facile.it, ciò significherebbe una rata superiore ai 650 euro al mese, contro i 614 euro attuali.

Nel complesso, considerando l’evoluzione prevista dei tassi, nel 2027 un mutuatario con un finanziamento variabile standard potrebbe trovarsi a sostenere oltre 600 euro di interessi aggiuntivi.

Mutui, aumenta la rata richiesta

Nel frattempo, il mercato dei mutui mostra alcuni segnali di cambiamento anche sul fronte della domanda. Nei primi otto mesi del 2026, secondo l’Osservatorio Facile.it-Mutui.it, l’importo medio richiesto dagli italiani ha raggiunto 139.599 euro, in crescita dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il finanziamento copre mediamente il 74% del valore dell’immobile, pari a circa 206mila euro. Cambia anche il profilo anagrafico dei richiedenti: l’età media è scesa da 40,5 a 39 anni. Considerando esclusivamente le richieste per l’acquisto della prima casa, la media scende sotto i 37 anni.

Un altro elemento riguarda le surroghe, la cui incidenza sul totale delle richieste si è ridotta dal 26% al 17%. Un andamento che segnala un ridimensionamento di una delle componenti che negli ultimi anni avevano sostenuto il mercato dei mutui.

Tasso fisso ancora dominante

Nonostante il possibile ritorno di tensioni sui tassi, il fisso resta nettamente la scelta preferita dagli italiani. Nei primi otto mesi del 2026 il 93% delle richieste di mutuo ha riguardato questa tipologia.

Il variabile, tuttavia, ha recuperato parte dell’interesse rispetto allo scorso anno: la sua quota è salita dall’1% al 7%. Una crescita legata soprattutto alle condizioni particolarmente favorevoli che questo prodotto aveva raggiunto nei primi mesi dell’anno.

Il vantaggio economico rispetto al tasso fisso si è però progressivamente ridotto con la risalita dell’Euribor. Se le aspettative del mercato sui prossimi rialzi della Bce dovessero concretizzarsi, la convenienza del variabile potrebbe ridursi ulteriormente, riportando ancora più mutuatari verso la certezza di una rata fissa.