Bce rosso

Una perdita da quasi 1,3 miliardi di euro è quella che ha registrato in chiusura di bilancio la Banca Centrale Europea, che paga i costi della politica rialzista, perché ha utilizzato il fondo rischi finanziari per 6,6 miliardi di euro. La comunicazione è stata data dall’istituto centrale secondo cui il rialzo dei tassi di interesse ha determinato un incremento della spesa per interessi sulle passività della Bce remunerate a tassi variabili. Gli interessi attivi percepiti dalla Bce non sono invece aumentati nella stessa misura o allo stesso ritmo, poiché le attività sono prevalentemente a lunga scadenza e tassi fissi.

Bce in rosso e niente dividendi per le banche nazionali

Quella del bilancio in rosso non è l’unica notizia negativa della giornata. Si riflettono sulle banche centrali che non avranno diritto ai dividendi. Tra queste rientra anche a Banca d’Italia, che l’anno scorso ha ricevuto dalla Bce una cedola di 7 milioni di euro, che era in forte diminuzione già in passato. Secondo quanto comunica Francoforte, la perdita sarà coperta con gli utili futuri. La stessa Bce ricorda come la perdita arriva «dopo quasi due decenni di utili significativi, è il primo rosso dal 2004, ma al tempo stesso riflette il ruolo dell’Eurosistema e i necessari interventi di politica monetaria finalizzati all’assolvimento del suo mandato primario di mantenere la stabilità dei prezzi e non ha alcun impatto sulla capacità dell’Eurosistema di condurre una politica monetaria efficace».

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Continua poi il comunicato: «Gli interessi attivi, percepiti dalla Bce, non sono aumentati nella stessa misura o allo stesso ritmo, poiché le attività sono prevalentemente a lunga scadenza e tassi fissi. Per questa doppia ‘linea’ di operatività (tassi elevati riconosciuti sulla liquidità depositata e bassi rendimenti dei titoli acquistati negli ultimi anni) verosimilmente la Bce subirà perdite nei prossimi anni, per poi tornare a conseguire utili in modo duraturo». La Bce ricorda come la sua «solidità finanziaria è evidenziata anche dal suo capitale e dai suoi consistenti conti di rivalutazione, che complessivamente ammontano a 46 miliardi di euro a fine 2023. In ogni caso, la Bce può operare efficacemente e assolvere il suo mandato primario di preservare la stabilità dei prezzi indipendentemente dalle eventuali perdite».