Si teme che se anche si riuscisse ad arginare, gli effetti collaterali della battaglia potrebbero abbattersi sull’economia soffocando la ripresa post pandemica.

“Non credo che torneremo ad una situazione di bassa inflazione. Ci sono forze scatenate dalla pandemia e dalla situazione geopolitica che cambiano lo scenario”, dice la presidente Bce Christine Lagarde con un cambio di prospettiva rispetto a quella ipotizzata fino a poco fa.

Record inflazione Spagna

Gli indizi ci sono già: sul lato europeo, c’è l’inflazione spagnola che tocca il nuovo record del 10% (anche se quella tedesca resta invece al di sotto delle aspettative), mentre negli Stati Uniti gli occhi sono sul Pil del primo trimestre che cala dell’1,6%, riportando giù la crescita per la prima volta dal 2020. E nemmeno le rassicurazioni dei numeri uno di Bce e Fed, riuniti a Sintra, in Portogallo, riescono a diradare le ombre sul futuro: dopo il confronto in diretta, i mercati europei chiudono in negativo. Christine Lagarde e Jerome Powell, riuniti assieme agli altri banchieri centrali per l’evento annuale organizzato dalla Bce, difendono la strategia messa a punto dalle rispettive istituzioni proprio per evitare che sulle economie, già provate dalla pandemia ed ora in netta ripresa, scoppi la bomba dell’inflazione fuori controllo. Le strade scelte sono diverse: la Fed, che si è mossa in anticipo, scommette su un forte rialzo dei tassi, che secondo Powell può tranquillamente sostenere perché “l’economia Usa è in grande forma” con famiglie e imprese forti di risparmi e bilanci solidi. Per questo l’economia può rallentare senza troppa preoccupazione, giusto il tempo di far tornare in equilibrio domanda e offerta. Perché il rischio più grande non è crescere meno: “L’errore più grande sarebbe non riuscire a ristabilire la stabilità dei prezzi”, ha detto il numero uno della Fed.

L’anomalia dell’Eurozona

Per l’Eurozona, invece, la situazione è molto diversa. Lagarde si sofferma sulla particolarità di un’unione di 19 Stati, ognuno con una sua politica di bilancio, senza un mercato unico dei capitali né un’unione bancaria completa. E’ evidente, in un simile contesto, che le decisioni di politica monetaria hanno un impatto molto diverso nei 19 Paesi euro, il che alimenta il rischio di frammentazione dell’unione, spiega. Da qui la maggior cautela rispetto agli Usa. La presidente conferma che Francoforte si muoverà “gradualmente” sul fronte del rialzo dei tassi, una strategia “appropriata in un momento di incertezza alta. Ma appena la situazione si schiarisce dobbiamo certamente essere meno graduali e dare più opzionalità”, ha spiegato. Mentre a giugno torna in calo la fiducia degli europei nell’economia, gli occhi sono puntati sul 21 luglio, quando i tassi risaliranno per la prima volta dopo undici anni.

Previsti 25 base

L’aumento dovrebbe essere di 25 punti base, anche se alcuni tra i falchi del consiglio direttivo vorrebbero raddoppiarlo. “Se vediamo qualche cambiamento nei dati che punta a una persistenza dell’inflazione, alla sua accelerazione, un aumento di 50 punti dovrebbe essere un’opzione di politica monetaria per luglio”, ha detto il membro lituano del board, Gediminas Simkus. Anche i colleghi belga e austriaco puntano a un rialzo di 50 punti, ma da settembre, quando è previsto il secondo rialzo. Per il 21 luglio, conferma Lagarde, è atteso anche il nuovo scudo anti-spread, lo strumento pensato per evitare che la normalizzazione della politica monetaria pesi eccessivamente sui Paesi più deboli, come l’Italia, dove i tassi sono schizzati al solo annuncio del cambio di passo. Nessun dettaglio per adesso, anche se la presidente ribadisce che sarà “efficace, proporzionato e conterrà salvaguardie”, ovvero condizionalità affinché se ne evitino gli abusi. L’obiettivo della Bce è duplice: combattere l’inflazione, alzando i tassi, e preservare la crescita, stando attenti a non mettere in difficoltà i Paesi con i debiti più elevati. Una parte del lavoro, però, sta ai governi, che devono abbandonare la fase degli aiuti a pioggia ed “essere mirati, concentrati, investire nelle persone e nel green, e nel medio periodo rendere sostenibili i bilanci