L’Europa prova a trovare un punto di equilibrio tra la tutela dei consumatori e le esigenze dell’industria tecnologica. La Commissione europea ha deciso di ampliare le deroghe previste dal nuovo regolamento sulle batterie, esentando alcune categorie di dispositivi dall’obbligo che consentirebbe agli utenti di rimuovere e sostituire autonomamente gli accumulatori. Tra i prodotti interessati figurano smartwatch, fitness tracker e giocattoli elettrici, una scelta destinata ad avere effetti sia sulle strategie dei produttori sia sul mercato della riparazione.
La svolta di Bruxelles
L’atto delegato adottato dalla Commissione europea introduce nuove eccezioni rispetto alle regole generali contenute nel Regolamento Ue sulle batterie. L’obiettivo è evitare che, in alcuni dispositivi particolarmente compatti o progettati per garantire elevati livelli di sicurezza e resistenza, l’obbligo della batteria facilmente sostituibile comprometta affidabilità, impermeabilità e prestazioni. Per queste categorie la sostituzione resterà possibile, ma sarà affidata a riparatori indipendenti qualificati.
Tecnologia e costi industriali
La deroga riguarda sei nuove categorie di prodotti e interessa, oltre agli indossabili e ai giocattoli elettrici, anche alcune apparecchiature destinate ad ambienti a rischio di esplosione. Per i produttori significa evitare costosi interventi di riprogettazione necessari per rendere le batterie accessibili agli utenti senza compromettere la struttura dei dispositivi. Una scelta che riduce l’impatto economico sulle aziende e limita il rischio di aumenti dei costi di produzione, preservando al tempo stesso standard elevati di qualità e durata dei prodotti.
Resta l’obiettivo dell’economia circolare
La decisione non modifica l’impianto del Regolamento Ue 2023/1542, che dal 18 febbraio 2027 imporrà, nella maggior parte dei casi, batterie facilmente removibili e sostituibili dagli utilizzatori finali. La finalità resta quella di allungare la vita dei dispositivi, favorire il riutilizzo, incrementare il riciclo delle batterie esauste e ridurre i rifiuti elettronici. Le deroghe rappresentano quindi un’eccezione limitata, motivata da esigenze tecniche e di sicurezza, senza intaccare gli obiettivi della transizione verso un’economia più sostenibile.
Ora la parola a Parlamento e Consiglio
L’atto delegato dovrà essere esaminato da Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea, che potranno eventualmente sollevare obiezioni prima dell’entrata in vigore definitiva. Se non emergeranno contestazioni, le nuove deroghe diventeranno operative dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Per il comparto tecnologico europeo si tratta di un passaggio importante, perché offre maggiore certezza normativa e consente alle imprese di pianificare gli investimenti produttivi senza rinunciare agli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Unione.
















