Basta alibi, con i Pir la finanza può agire

I Pir sono uno strumento nuovo e fondamentale per avvicinare il risparmio delle famiglie agli impieghi nell’economia reale. Possiamo finalmente avviare circuiti positivi di creazione di valore nelle imprese italiane grazie al capitale degli italiani, creando maggiori opportunità di sviluppo. Il risparmiatore, attratto dal vantaggio fiscale, abbraccia una visione di medio – lungo termine, poichè bisogna investire e mantenere l’impegno per cinque anni; si tratta, tra l’altro di un modo per permettere al risparmiatore di diversificare il portafoglio. Il loro impatto, data la rilevante massa raccolta a oggi, può essere rilevante per le imprese dato che questo strumento diventa un canale addizionale importante rispetto a quello bancario, offrendo risorse stabili per un periodo di tempo sufficiente per permettere uno sviluppo strutturato dell’azienda. In un contesto di tassi d’interesse bassi, può dare buoni rendimenti al risparmiatore se le risorse investite catturano quel valore che le nostre imprese sanno creare. Il focus degli investimenti dovrebbe, auspicabilmente, essere sulle imprese a media e piccola capitalizzazione, le cosiddette mid cap e small cap, dato che le maggiori imprese hanno già facilità di utilizzo e accesso al mercato mobiliare. Finalmente si dovrebbe indirizzare un’importante liquidità anche sulle aziende non quotate, per avvicinarle al mercato.

Un maggior accesso al mercato mobiliare, aiuta le imprese emittenti a diventare più trasparenti e managerializzate

Spesso proprio queste imprese hanno performance potenziali interessanti e fanno fatica a trovare capitali al di fuori del circuito bancario. I Pir possono investire in diverse tipologie di titoli e fondi, e nascono proprio per dare un impulso al mercato mobiliare, sia dell’equity che del debito. Un maggior accesso al mercato mobiliare, del resto, aiuta le imprese emittenti a diventare più trasparenti e managerializzate,  per poter competere su mercati sempre più complessi. La sfida di oggi è proprio questa, anche per facilitare  quel salto di qualità che si deve fare per cogliere le opportunità delle nuove tecnologie e inserirle nei propri processi produttivi, che poi è il cuore di Manifattura 4.0, nuova rivoluzione industriale in corso.  Ma per indirizzare i capitali verso le migliori iniziative c’è bisogno di professionalità specifiche, vicine all’impresa. Tali competenze si trovano tra gli operatori che operano sul mercato del cosiddetto private capital. Bisogna saper scegliere le migliori aziende e ottimizzare le energie per svilupparle, e questo è il mestiere del private equity, private debt e venture capital. La sfida è quindi congiungere Pir e private capital. I fondi di private equity, venture capital e private debt sono un’industria completa, che offre sia capitale di rischio (i primi due), sia capitale di debito, accompagnandoli con la consulenza manageriale propria delle strutture di investimento. Siamo di fronte a importanti cambiamenti nel mondo imprenditoriale, e anche la finanza deve fare la sua parte.