Nel 2025 i sei amministratori delegati delle principali banche quotate a Wall Street – JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, Wells Fargo e Morgan Stanley – hanno incassato complessivamente oltre 250 milioni di dollari. A riportarlo è il Financial Times, che evidenzia come i responsabili dei maggiori istituti statunitensi abbiano ricevuto compensi annuali pari o superiori a 40 milioni di dollari.

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Crescita del 22% rispetto all’anno precedente

Gli aumenti medi combinati per i sei ceo segnano una crescita del 22% rispetto al 2024. I pacchetti retributivi comprendono stipendio base, bonus in contanti, assegnazioni azionarie e incentivi di lungo periodo, strumenti pensati per legare la remunerazione ai risultati e alla performance di mercato. In un contesto competitivo come quello finanziario statunitense, la leva retributiva resta uno degli strumenti principali per attrarre e trattenere il top management.

Solomon in testa alla classifica

Il compenso più elevato è quello di David Solomon, ceo di Goldman Sachs, che nel 2025 ha percepito 47 milioni di dollari. La cifra include un bonus cash da 10,1 milioni, 31,5 milioni in azioni e 3,4 milioni in carried interest, la quota di remunerazione collegata ai fondi di investimento gestiti dalla banca. Goldman ha introdotto questa componente nel pacchetto del ceo un anno fa, con l’obiettivo di allineare il modello retributivo a quello dei grandi gestori patrimoniali.

Moynihan, Fraser, Dimon e Pick sopra quota 40 milioni

Bank of America ha riconosciuto al ceo Brian Moynihan un compenso di 41 milioni di dollari, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente secondo i documenti regolatori citati dal Financial Times. Citigroup ha comunicato per la ceo Jane Fraser una remunerazione di 42 milioni di dollari, quasi un quarto in più rispetto al 2024; nello stesso periodo Fraser ha ricevuto anche un bonus di retention da 25 milioni di dollari. La retribuzione di Fraser risulta inferiore di un milione rispetto ai 43 milioni assegnati al ceo di JPMorgan, Jamie Dimon, mentre Ted Pick di Morgan Stanley ha ricevuto 45 milioni nello stesso anno. Nel complesso, per i vertici delle grandi banche statunitensi la soglia dei 40 milioni appare ormai consolidata.

Il rapporto con i dipendenti

Un elemento di analisi riguarda il confronto interno. Nel 2024 la remunerazione media dei ceo considerati era pari a 298 volte quella del dipendente mediano delle rispettive banche. Si tratta di un indicatore utilizzato per valutare la distanza tra vertice e base aziendale e che viene monitorato con attenzione dagli investitori e dalle autorità di vigilanza, anche alla luce delle dinamiche salariali e dell’andamento del costo della vita.

Il confronto con l’Italia

Il quadro cambia se si guarda al mercato italiano. Andrea Orcel, ceo di UniCredit, ha visto la remunerazione totale effettiva per il 2024 salire a 13,2 milioni di euro rispetto ai 9,96 milioni dell’anno precedente. Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, per l’esercizio 2024 ha ricevuto un compenso complessivo di circa 6,4 milioni di euro. Le differenze evidenziano una diversa scala dimensionale tra i gruppi bancari statunitensi e quelli italiani, sia in termini di capitalizzazione sia di politiche retributive. In entrambi i contesti, tuttavia, la trasparenza sui compensi e il legame con le performance restano elementi centrali nel dibattito economico e nella valutazione da parte dei mercati.