Un bel segno più davanti. Le prime cinque banche italiane – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm, Bper – chiudono il primo semestre 2022 con una crescita sostenuta dei ricavi operativi del +3,3%.

Interessi netti, la crescita traina i bilanci

A confermarlo è un’analisi condotta per First Cisl dal Comitato scientifico della Fondazione Fiba secondo la quale gli utili netti salgono del 6,2%, a quota 6,242 miliardi, nonostante le svalutazioni dei crediti verso Russia e Ucraina operate da Intesa SanPaolo e Unicredit (2,2 miliardi di euro). E’ la crescita degli interessi netti a trainare i bilanci (+5,7%), cui ha contribuito l’aumento dei tassi, che dovrebbe dispiegare i suoi effetti soprattutto nei prossimi trimestri.

Si inverte cosi’ la tendenza che aveva visto i ricavi beneficiare del costante aumento delle commissioni nette, nel periodo considerato sostanzialmente stabili a causa dell’avverso andamento dei mercati finanziari, che condiziona negativamente i ricavi dai servizi di investimento. Migliora anche la qualità del credito: diminuisce lo stock dei crediti deteriorati netti (Npl ratio netto al 1,7% dal 2% al 31.12.2021). Le rettifiche su crediti, da porre in relazione alla guerra in Ucraina, potrebbero incidere in misura minore nei trimestri successivi apportando benefici alla redditività.

Costi del personale in calo e sportelli in diminuzione

L’aumento dei ricavi, unitamente alla riduzione dei costi operativi, ha prodotto una nuova forte riduzione del cost/income, che passa dal 53,4% al 50,8%, ampliando la differenza rispetto alla media dei maggiori competitor europei (58,1%). Il costo del personale si riduce del 1,1% e registra un’incidenza sul totale dei ricavi in diminuzione: si passa infatti dal 33,1% del primo semestre del 2021 al 31,7%.

L’occupazione registra un’ulteriore flessione stimata del 3% (per oltre 7000 lavoratori), cala anche il numero degli sportelli del 7,6% (-1.007). Aumenta ancora il margine primario per dipendente (+6,5%), effetto della crescita della produttivita’.

First: ora è improcrastinabile l’aumento dei salari

«Le semestrali delle banche italiane hanno visto crescere i ricavi e gli utili in misura rilevante. Il costo del lavoro è calato in valore assoluto e in termini relativi, rappresentando ormai poco più del 30% dei ricavi. E’ improcrastinabile una crescita significativa e rapida dei salari, attraverso la contrattazione nei gruppi, per adeguarli all’elevata produttività che non può finire solo in beneficio degli azionisti attraverso la distribuzione di dividendi e buy back. D’altra parte, la tutela del potere d’acquisto dei salari sarà tra i principali argomenti negoziali con Abi nell’imminente tornata contrattuale», afferma il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani.

«L’aumento del margine d’interesse, destinato a caratterizzare anche le prossime trimestrali, dovrebbe spingere le banche a puntare maggiormente sul credito per la crescita dei ricavi – continua Colombani – sarebbe necessario, inoltre, abbandonare la strategia di business finora nettamente prevalente, basata sulla crescita continua delle commissioni, nell’ambito di un servizio di consulenza dichiaratamente non indipendente, e praticare finalmente modelli di consulenza aperti, basati su un numero elevato di prodotti finanziari, in assenza di conflitto di interessi, senza pressioni commerciali su lavoratrici e lavoratori e con il maggior gradimento dei risparmiatori».

«L’importanza di credito e risparmio – conclude il segretario – è più attuale che mai: economicità e rischi per le banche devono andare di pari passo con il sostegno all’attività economica in una fase tanto complessa delle dinamiche sociali ed economiche del nostro Paese».