“Il risiko bancario-assicurativo ruota esclusivamente attorno all’interesse degli azionisti e dei top manager: lavoratori e clienti delle banche sono considerati soggetti marginali”. È iniziata così la relazione con la quale il segretario generale First Cisl, Riccardo Colombani, davanti a 500 delegate e delegati, ha aperto il 3° Congresso nazionale del sindacato. “Tutte le Ops fanno leva sulla riduzione dei costi – ha proseguito Colombani – ad eccezione di una che prevede una prevalenza delle sinergie di ricavo. Non verrà creato valore per le imprese e le famiglie. Il sistema bancario italiano primeggia in Europa riguardo alla percentuale delle commissioni sugli attivi e al peso sul totale dei ricavi. È illusorio ipotizzarne una diminuzione con l’ulteriore concentrazione del sistema bancario. Il credito alle imprese non finanziarie continuerà a diminuire, dopo essere calato di 330 miliardi dal 2011 al 2024. Peserà, infatti, il multi affidamento. Comunque è sempre più evidente che le banche italiane preferiscono scommettere sul risparmio gestito, che offre ottimi guadagni, pochi rischi e libera capitale da destinare a buyback per pompare il valore delle azioni”.
“Riguardo alle lavoratrici e ai lavoratori – ha aggiunto Colombani – tuteleremo le 104.595 persone occupate nelle banche coinvolte. Ma non possiamo limitarci alla volontarietà delle uscite attraverso il Fondo di solidarietà. La tenuta dei livelli occupazionali è insidiata anche dall’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale. Tuttavia, come dimostrato da uno studio dell’Inapp, è alta la complementarietà al lavoro bancario, assicurativo e finanziario. Nuovi tagli sarebbero pertanto del tutto ingiustificati, anche perché il rapporto tra il costo del lavoro e i proventi operativi è sempre più basso”.
“Tuttavia – ha detto – l’esperienza della perdita di 75 mila posti di lavoro in banca negli ultimi 20 anni, nonostante le quasi 40 mila assunzioni incentivate con i soldi del Foc, interamente finanziato dalle lavoratrici e dai lavoratori, e la strategia dilatoria adottata da Abi riguardo alla cabina di regia, rende necessaria la sottoscrizione di un Protocollo dell’occupazione, per la salvaguardia dei livelli occupazionali, per la tutela delle persone , per la riqualificazione professionale e per l’integrità psico-fisica delle lavoratrici e dei lavoratori. D’altra parte la composizione dell’occupazione nel settore bancario e finanziario è oltre l’allarme rosso: gli occupati under 40 sono solo il 24,6% del totale, contro una media dell’UE del 40,1%”.
“Serve un impegno tangibile delle banche – ha concluso Colombani – con la sottoscrizione del Protocollo dell’occupazione, non più solo encomi o garanzie verbali. Al contempo, va garantita la crescita delle retribuzioni, in un contesto di compensi dei Ceo che hanno spesso valori tra le 40 e le 60 volte la retribuzione media dei lavoratori della stessa impresa, con picchi ben oltre 100 volte. L’obiettivo può esser raggiunto anche attraverso la partecipazione, a cominciare da quella agli utili”.
















