Banche centrali poco chiare, ma nel dubbio lasciano i tassi invariati

I tassi minacciano di crescere e le colombe delle banche centrali reagiscono di conseguenza. La Fed annuncia il tapering del Qe, rimanendo comunque convinta della natura transitoria dell’inflazione. La presidente della Bce Lagarde da parte sua, ha definito “altamente improbabili” aumenti a breve dei tassi, dopo la comunicazione poco chiara seguita alla precedente riunione della Banca centrale europea. La Bank of England, dopo aver alimentato per settimane la speculazione sul rialzo dei tassi, ha lasciato perplessi i mercati mantenendo invariato il tasso bancario con un chiaro voto 7-2. E la Reserve Bank of Australia, che aveva scosso i mercati in precedenza capitolando sul suo obiettivo di rendimento a 3 anni, ha cercato di contenere le aspettative di rialzo dei tassi.

«Le banche centrali hanno ragione a preoccuparsi», commenta Thomas Hempell, head of macro & market research di Generali Investments, «con i mercati che scontano sempre più il rischio di un errore politico. Sono state però aiutate dal ritracciamento dei prezzi dell’energia dopo che la Russia aveva segnalato di aumentare le vendite di gas, che aiutano a stabilizzare le aspettative di inflazione. Tuttavia, le incertezze sulla politica monetaria non si dissolveranno rapidamente, con i dubbi che permangono circa i prezzi dell’energia e i persistenti problemi alle catene di produzione. Le banche centrali sono mal equipaggiate per affrontare aumenti dei prezzi dovuti a shock dal lato dell’offerta, e la necessità di confermare i propri obiettivi di inflazione mette alla prova le loro capacità di comunicazione. Inoltre, le nuove strategie introdotte dalla Fed e dalla Bce complicano le cose. I tassi della Bce e della BoE sembrano ancora troppo alti, ma si preparano a una maggiore incertezza sulle risposte delle banche centrali».