Gian Maria Mossa

Banca Generali archivia il primo semestre 2026 con risultati ai massimi storici, sostenuti dall’effetto combinato di mercati finanziari favorevoli, crescita delle masse e maggiore capacità di trasformare la raccolta in ricavi. L’istituto guidato da Gian Maria Mossa registra un utile netto di 278,7 milioni di euro, in aumento del 39,2%, mentre la componente ricorrente sale del 14,6% a 202,1 milioni. Numeri che rafforzano la traiettoria del gruppo, pur in uno scenario segnato da volatilità geopolitica e nuove pressioni fiscali.

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Ricavi in accelerazione, spinta dalle commissioni

Il margine di intermediazione raggiunge 606,8 milioni, con una crescita annua del 28,4%, grazie al contributo di tutte le principali fonti di ricavo. Le commissioni nette ricorrenti aumentano del 15,3% a 291,9 milioni, mentre quelle variabili balzano da 42,4 a 125,8 milioni, favorite dalle performance degli investimenti. Positivo anche il margine finanziario, salito del 6,8% a 189 milioni, con il margine d’interesse a 167,4 milioni.

Costi in aumento, ma migliora l’efficienza

La crescita del business procede insieme a nuovi investimenti in tecnologia, dati e capitale umano. I costi operativi complessivi salgono del 10,6% a 181,8 milioni, mentre la componente core si attesta a 164,3 milioni, in aumento dell’8,5%. L’espansione dei ricavi consente però un deciso miglioramento dell’efficienza: il cost/income ratio scende al 30%, dal 34,8% di un anno prima, mentre il risultato operativo cresce del 37,9% a 425 milioni.

Raccolta record e masse oltre quota 121 miliardi

Sul fronte commerciale, Banca Generali porta le masse della clientela a 121,1 miliardi di euro, il 13,7% in più rispetto a giugno 2025. Considerando anche le gestioni istituzionali e i mandati di advisory con il gruppo Generali, le masse complessive raggiungono 129 miliardi. La raccolta netta semestrale tocca il record di 4,4 miliardi, con 2,1 miliardi confluiti negli Assets under Investment e 1,94 miliardi indirizzati verso soluzioni gestite.

Consulenza e prodotti di casa trainano lo sviluppo

Gli Assets under Investment salgono a 80,4 miliardi, mentre le soluzioni gestite raggiungono 56,9 miliardi, pari al 71% del totale. Particolarmente vivace la dinamica dei fondi di casa, cresciuti del 25,5% su base annua a 15 miliardi, e delle masse in consulenza evoluta, arrivate a 13,3 miliardi con un incremento del 22%. Anche i conti amministrati avanzano del 17,8%, confermando l’interesse della clientela per titoli di Stato, prodotti strutturati e strumenti negoziati direttamente.

Più capitale per sostenere crescita e dividendi

La banca mantiene una dotazione patrimoniale ampiamente superiore ai requisiti regolamentari. Il CET1 ratio si colloca al 17,2%, contro un minimo Srep dell’8,6%, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 19%. Molto elevati anche gli indici di liquidità, con l’Lcr al 331% e l’Nsfr al 244%. La solidità dei coefficienti consente al gruppo di continuare a finanziare lo sviluppo, conservando al tempo stesso una politica di distribuzione basata su un payout dell’85% dell’utile complessivo.

Obiettivi rivisti al rialzo per il 2026

Alla luce dell’accelerazione registrata nei primi sei mesi, Banca Generali porta il target annuale di raccolta netta a circa 7,5 miliardi, rispetto alla precedente indicazione superiore a 6,5 miliardi. Confermata inoltre l’ambizione di superare i 4 miliardi negli Assets under Investment e la previsione di un margine d’interesse compreso tra 335 e 345 milioni. Restano centrali l’integrazione di Intermonte, la partnership di insurbanking con Alleanza e gli investimenti nell’intelligenza artificiale.