Milano – La prevenzione dell’usura in Umbria passa da un fondo di garanzia da 100 mila euro e da finanziamenti fino a 50 mila euro per persone e microimprese in difficoltà. È lo strumento con cui la Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura e Banca Etica puntano a facilitare l’accesso al credito legale, prima che i problemi economici spingano verso i circuiti illegali. La convenzione è stata presentata a Perugia.
Come funziona l’accordo di prevenzione dell’usura
La ripartizione dei ruoli è netta. La Fondazione accompagna le persone nei percorsi di risanamento e mette a disposizione il fondo di garanzia; Banca Etica rende disponibili i propri strumenti finanziari, valuta le richieste e procede all’eventuale erogazione. I finanziamenti sono rivolti a persone fisiche e microimprese in possesso dei requisiti previsti e non riguardano solo il sovraindebitamento: l’accordo sostiene anche l’autoimpiego, la nascita di piccole attività e il consolidamento di quelle esistenti.
“La finanza etica è per natura uno strumento di inclusione e di autonomia, tanto più quando viene accompagnata da una relazione coi beneficiari”, sottolinea Maurizio Spedaletti Trabalza, responsabile della filiale perugina di Banca Etica. Con la convenzione, aggiunge, la banca mette i propri strumenti al servizio di “persone e piccole realtà economiche che rischiano di rimanere escluse dal credito”, affiancando il lavoro della Fondazione sul territorio.
Il sovraindebitamento di chi ha un reddito
Il profilo di chi chiede aiuto sta cambiando. “Oggi incontriamo sempre più spesso persone che hanno un lavoro e un reddito, ma che si trovano in difficoltà perché una serie di piccoli problemi si accumulano: una rata, una bolletta, una spesa imprevista”, spiega Fausto Cardella, presidente della Fondazione. “La prevenzione dell’usura significa soprattutto arrivare prima”: quando il credito legale diventa inaccessibile, il rischio è cercare una soluzione nei circuiti illegali.
L’accordo si innesta su un’attività consolidata. La Fondazione ha rilasciato oltre 6 milioni di euro di garanzie e fideiussioni, accompagnato più di 58 famiglie nei percorsi di risanamento, sostenuto 380 famiglie con i progetti sociali e pagato oltre 470 mila euro di debiti. Alla presentazione sono intervenuti Fabrizio Ricci, presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, e Costanza Spera, assessora alle politiche sociali del Comune di Perugia.
Banca Etica in Umbria, i numeri della filiale
La filiale di Perugia registra oltre 30,4 milioni di euro di impieghi, una raccolta diretta che sfiora i 29 milioni e una raccolta indiretta superiore a 9,2 milioni, destinata ai fondi etici del gruppo. Il capitale sociale locale è di 1,6 milioni di euro, sottoscritto da 632 soci del territorio. A livello nazionale l’istituto conta più di 50 mila soci e una raccolta di risparmio di oltre 2,7 miliardi di euro.
Il modello unisce la garanzia di un ente del terzo settore alla valutazione del merito creditizio di una banca: una formula che sposta l’intervento antiusura dalla fase dell’emergenza a quella della prevenzione, intercettando le fragilità di famiglie e microimprese prima che si trasformino in insolvenza e in dipendenza dal credito illegale.
















