Sede Banca d'Italia
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Banca d’Italia ha confermato di voler introdurre un buffer di capitale di rischio (systemic risk buffer, SyRb) per sostenere il sistema bancario in caso di shock esterni. La decisione è stata preannunciata a febbraio dal governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta. Ora l’attuazione: Bankitalia ha avviato, infatti, una consultazione pubblica, dove osservazioni e commenti da parte degli operatori potranno essere trasmessi entro il 29 marzo.

Lo strumento prevede l’applicazione di un buffer, pari all’1% delle esposizioni domestiche ponderate per il rischio di credito e di controparte. Il buffer dell’1% sarebbe raggiunto comunque per gradi: lo 0,5% andrebbe rispettato entro il 31 dicembre 2024. Il restante 0,5% entro il 30 giugno 2025.

L’attivazione del SyRB, ovvero una riserva di capitale prevista nell’ordinamento europeo e rilasciabile dalle autorità quando necessario, “servirà a rafforzare ulteriormente la resilienza del sistema bancario italiano – si legge in una comunicazione di Palazzo Koch – a fronte di eventi avversi, originati anche al di fuori del sistema finanziario”. L’obiettivo è “favorire la capacità degli intermediari di assorbire eventuali perdite continuando a finanziare le imprese e le famiglie italiane”.

Sul fronte dei costi, Banca d’Italia segnala che “l’attivazione della riserva sarebbe contenuti e comunque ampiamente compensati dai benefici che deriverebbero dalla possibilità, per l’autorità macroprudenziale, di rilasciare la riserva in presenza di eventi avversi”.

L’introduzione di cuscinetti di capitale aggiuntivi è in linea con la politica economica dell’Unione europea. La Bce ha incoraggiato l’aumento di tali riserve e molti altri paesi aderenti lo hanno già fatto.