Il costo del volo non finirà più, almeno nelle intenzioni del legislatore europeo, per essere soltanto il numero che compare nella prima schermata di prenotazione. La riforma dei diritti dei passeggeri aerei punta infatti a rendere più leggibile il prezzo reale del viaggio, intervenendo anche su uno dei terreni più redditizi e controversi per le compagnie: i supplementi sul bagaglio. Dopo oltre un decennio di negoziati, Bruxelles ha completato nel luglio 2026 il passaggio politico della prima grande revisione delle norme europee in vigore dal 2004.
Bagaglio e tariffe, cambia il prezzo da mostrare
Il nuovo quadro introduce il diritto a portare a bordo senza sovrapprezzo almeno un effetto personale, come una borsa o un piccolo zaino, e impone che le tariffe mostrate all’inizio della prenotazione comprendano l’eventuale bagaglio a manoprevisto dall’offerta. Le compagnie potranno comunque commercializzare prezzi più bassi per chi sceglie volontariamente di viaggiare senza bagaglio da cabina: il punto centrale diventa quindi la trasparenza del confronto tra le diverse tariffe. Parlamento e Consiglio hanno indicato proprio nella maggiore comparabilità dei prezzi uno degli obiettivi della riforma.
Il nodo dei 7 chili e delle dimensioni
Durante il negoziato il Parlamento europeo aveva chiesto che ogni passeggero potesse portare gratuitamente, oltre all’oggetto da sistemare sotto il sedile, un secondo collo fino a 7 chilogrammi e con somma delle dimensioni non superiore a 100 centimetri. Questi parametri figuravano nella posizione negoziale dell’Eurocamera, ma la comunicazione ufficiale sull’intesa definitiva pone soprattutto l’accento sull’effetto personale gratuito e sull’obbligo di mostrare fin dall’inizio una tariffa comprensiva del bagaglio a mano. È quindi prudente distinguere le richieste iniziali del Parlamento dal contenuto definitivamente concordato.
Per le compagnie pesa il business degli extra
La partita non riguarda soltanto i diritti dei viaggiatori. Per molti vettori, in particolare quelli a basso costo, i servizi accessori rappresentano una componente rilevante del modello commerciale: scelta del posto, imbarco prioritario e soprattutto bagagli aggiuntivi permettono di mantenere molto basso il prezzo pubblicizzato del biglietto e di aumentare successivamente la spesa media del cliente. La nuova disciplina europea interviene dunque sulla struttura stessa delle tariffe ancillari, imponendo maggiore chiarezza nella fase in cui il consumatore confronta le offerte e decide quale volo acquistare. Secondo Which?, in alcuni casi l’aggiunta di un bagaglio da cabina può arrivare a moltiplicare sensibilmente il prezzo iniziale della tariffa.
Regno Unito, dopo Brexit regole diverse
L’effetto della riforma sarà diverso per chi parte dal Regno Unito, rimasto fuori dal quadro normativo comunitario dopo Brexit. EasyJet ha spiegato a Which? che gli eventuali aumenti della franchigia previsti dalle nuove disposizioni non saranno applicati ai passeggeri in partenza dal territorio britannico sui voli operati dalla sua compagnia UK, mentre potranno valere sui voli di ritorno da aeroporti dell’Unione. La compagnia sta comunque riesaminando la propria politica sui bagagli; Which? indica ottobre 2027 come prima possibile finestra di applicazione delle nuove disposizioni, precisando però che la data di avvio non è ancora stata annunciata ufficialmente.
















