L'automotive è uno dei settori più impattati dal digitale

di Vincenzo Petraglia

Danilo Gismondi, chief information and digital transformation officer di Autostrade per l’Italia

È possibile rendere la rete autostradale più green e sicura grazie alle tecnologie digitali? E se sì, come? L’abbiamo chiesto a Danilo Gismondi, chief information and digital transformation officer di Autostrade per l’Italia.

Ambite a diventare un “operatore integrato di mobilità a livello europeo”. Cosa significa esattamente e come contate di raggiungere questo goal?
Il Gruppo Autostrade per l’Italia gestisce la mobilità di circa 4 milioni di utenti e 2,5 milioni di veicoli che percorrono ogni giorno i 3.000 chilometri di autostrade in gestione. Partiamo quindi da una base solida, ma l’ambizione è quella di integrare la filiera dei servizi di mobilità grazie ad un approccio organico che fa perno su progetti e investimenti tecnologici. Abbiamo impostato un nuovo assetto organizzativo e nuove società controllate che presidiano i piani strategici di sviluppo, con rilevanti investimenti sul fronte della sostenibilità: l’installazione di stazioni di ricarica ad alta potenza per la mobilità elettrica e il cashback; produzione di energie rinnovabili, innovazione tecnologica per servizi digitali ai viaggiatori destinati ad aumentare la sicurezza e il comfort del viaggio, integrazione di apparati innovativi come quelli che abilitano la comunicazione veicolo-infrastruttura.

L’ambizione principale del Piano di trasformazione del Gruppo è quella di guardare oltre all’ambito della rete in gestione e integrare la mobilità autostradale a quella urbana mediante la “personalizzazione” del viaggio, grazie alla raccolta di informazioni che provengono dall’ambito cittadino come la disponibilità di parcheggio adiacente le uscite autostradali e di mezzi alternativi per il prosieguo del viaggio (MaaS – Mobility-as-a-Service). Autostrade per l’Italia vuole essere un modello per il sistema-paese, valorizzando le infrastrutture esistenti e portandole ad essere all’avanguardia a livello tecnologico e funzionale, con l’obiettivo di fornire un viaggio sempre più sicuro e confortevole agli utenti.

In che modo il digitale ha trasformato Autostrade negli anni e con quali conseguenze sia lato gestionale che di fruizione dei servizi da parte dei fruitori finali?
Con il nuovo corso del Gruppo Autostrade per l’Italia, il nuovo management ha previsto forti investimenti per portare la società a una completa digitalizzazione delle procedure e dei processi lavorativi aziendali, attraverso l’adozione dei più avanzati strumenti tecnologici disponibili sul mercato. Inizialmente abbiamo sviluppato soluzioni tecnologiche per migliorare la gestione della mobilità attraverso sistemi di connessione tra l’infrastruttura autostradale e gli utenti in viaggio, con sistemi di comunicazione classici come pannelli a messaggio variabile, app e canali radio, fino a soluzioni più complesse che permetteranno ai veicoli di dialogare direttamente con l’infrastruttura autostradale grazie alle intelligent roads: abbiamo già fatto delle sperimentazioni di successo con alcune case automobilistiche in quest’ottica. Nei prossimi anni prevediamo un cambiamento dell’esperienza di viaggio grazie alle nuove tecnologie. Il digitale già oggi incide a tutti i livelli, se guardiamo al passato più recente sono stati fatti passi da gigante: basti pensare alle ispezioni delle opere, supportate oggi da tecnologie moderne quali droni, videocamere intelligenti e algoritmi di modellazione…

Che cos’è Next to Digital?
La trasformazione digitale è la leva fondamentale per guidare e promuovere il profondo cambiamento di Aspi a molteplici livelli: nuovi modi di lavorare, nuove capacità tecnologiche, nuove competenze da innestare e sviluppare, un nuovo modo di porsi verso tutti gli interlocutori (interni ed esterni) e, infine, un cambio culturale significativo. Il programma Next to Digital nasce proprio in quest’ottica: si tratta di un piano di trasformazione triennale (’21-’23) che coinvolge tutte le aree di business del Gruppo ed è organizzato in nove programmi di lavoro che vanno dallo sviluppo e gestione integrata degli asset (le oltre 4mila opere tra ponti, viadotti e gallerie) sino alla piena digitalizzazione del rapporto con i clienti, passando per la digitalizzazione di tutti i processi di staff e operativi dell’azienda. Il piano è parte integrante della trasformazione di Gruppo che prevede investimenti nel digitale per circa 200 milioni in tre anni. L’ambizione è quella di far diventare Aspi un’azienda veloce, trasparente, sicura, guidata dai dati e costantemente orientata all’innovazione. Siamo a 2/3 di questo sfidante programma e abbiamo realizzato la piena digitalizzazione delle opere d’arte, introdotto strumenti di pianificazione e gestione integrata delle commesse e dei processi manutentivi anche attraverso tecnologie moderne quali droni per le ispezioni e intelligenza artificiale. Abbiamo rivisto i processi corporate, dallo smart recruitment alla gestione dei piani di committenza e di acquisto contribuendo a snellire e rendere più rapidi i processi negoziali. Infine, siamo un’azienda generatrice di dati che oggi, con oltre 300 indicatori di performance è in grado di leggere in automatico e digitalmente l’andamento di tutti i processi aziendali.

Un’area di fondamentale importanza per voi riguarda la sicurezza. Qual è il valore aggiunto offerto dal digitale in tal senso?
C’è un enorme valore. Tutto il nostro patrimonio di oltre 4mila opere è censito e gestito in via digitale. Uno sforzo enorme avviato nel 2020 che oggi ci consente di avere il “gemello virtuale” dei nostri asset. A questo “catasto virtuale” abbiamo affiancato la digitalizzazione delle fasi ispettive e di manutenzione, attraverso un progetto denominato Argo che vede come fulcro centrale una piattaforma implementata con la nostra controllata Movyon. Recentemente abbiamo introdotto ulteriori tecnologie di frontiera, come i droni per le ispezioni visive e le telecamere intelligenti equipaggiate sulle vetture che sovrintendono i servizi di viabilità. Attraverso l’uso di modelli matematici, che usano i dati raccolti dalle telecamere, stiamo ulteriormente supportando i processi di manutenzione.

Ci sono altri progetti o iniziative particolarmente interessanti a cui state lavorando sempre sul fronte dell’innovazione digitale?
Il più grande progetto che sta portando avanti il Gruppo in questa ottica è il Programma Mercury Smart Sustainable Mobility: l’obiettivo è quello di costituire un grande polo unitario e coordinato per l’innovazione tecnologica, al fine di garantire infrastrutture più sicure e partecipare da protagonisti alla rivoluzione in atto che riguarda tutti i sistemi di mobilità tramite decarbonizzazione, digitalizzazione e nuovi servizi di trasporto. Questo programma deve il suo nome a Mercurio, divinità protettrice dei viaggiatori e si ispira anche allo storico “Project Mercury”, il primo programma spaziale americano che prevedeva missioni nello spazio con equipaggio, visto che ci troviamo di fronte ad una sfida che cambierà la mobilità del futuro. Il programma, che coinvolge le diverse società controllate del Gruppo, consentirà di ammodernare gli asset e di allungarne la vita utile, di fluidificare il traffico aumentando la sicurezza, di contribuire attivamente al processo di decarbonizzazione e transizione energetica, portando benefici significativi alla collettività e all’ambiente. Mercury trova solide basi finanziarie nel Piano industriale di Autostrade per l’Italia che prevede investimenti per oltre 20 miliardi di euro con notevoli benefici in termini occupazionali ed economici per tutto il Sistema Paese.

Qual è il concreto l’apporto che il digitale può offrire in chiave sostenibilità?
Vediamo due direttrici principali: il beneficio indotto dall’utilizzo di data center efficienti, anche attraverso soluzioni cloud, e dall’adozione del “Green IT approach” nella scrittura dei programmi software; la creazione delle autostrade digitali con l’implementazione di un’infrastruttura intelligente (rete dati) in grado di dialogare con gli autoveicoli. Stiamo percorrendo entrambe le direttrici. Nel primo caso prevediamo un ammodernamento della nostra infrastruttura IT con l’utilizzo di soluzioni cloud che fanno perno su energie rinnovabili. Entro il 2025 il 60% dei nostri sistemi faranno leva su questo paradigma. Allo stesso tempo abbiamo introdotto modelli di programmazione software che, ottimizzando la scrittura del codice, portano a un minor consumo di capacità elaborativa, quindi, di potenza e consumo energetico (circa il 15%). Entro il 2025 questo approccio sarà esteso a tutta la programmazione informatica. La seconda direttrice la spiegherei in parole semplici: consentendo all’infrastruttura stradale di dialogare con le autovetture, saremo in grado di informarle su segnaletica, pericoli, ritardi e code. Sono solo i primi esempi di quello che sarà un viaggio tecnologicamente informato e intelligente (si parla appunto di intelligent roads): ottimizzando i viaggi si ridurranno le emissioni. Anche su questo siamo pronti a mettere a terrà la nostra capacità, avendo già sperimentato con successo dei progetti pilota su circa 50 chilometri della nostra rete.

Il digitale è ormai dappertutto nelle nostre vite e proprio per questo spesso non ce ne rendiamo neppure conto, dandolo per scontato. Anche per quanto riguarda il vostro specifico campo d’azione…
Facciamo un esempio pratico: immaginiamo di dover partire domani per un viaggio utilizzando la nostra rete autostradale. Possiamo consultare l’App Free To X e verificare il tempo di percorrenza previsto e conoscere eventuali rallentamenti derivanti da cantieri o lavori sulla rete. Grazie ad un algoritmo proprietario siamo in grado di definire l’impatto delle lavorazioni programmate sul nostro viaggio, quindi, di programmare più accuratamente la nostra partenza. Domani, prima di partire verificheremo nuovamente lo stato di congestione e i potenziali impatti utilizzando la nostra App. Essendo in possesso di una vettura elettrica vogliamo verificare come e dove poter ricaricare il veicolo. Di nuovo, grazie all’App Free To X possiamo verificare dove sono dislocate le stazioni di ricarica fast che, posizionate ad una distanza massima di 50 chilometri, ci consentiranno di affrontare il viaggio con una esperienza full electric. Il digitale continuerà ad affiancarci fino al termine del nostro viaggio grazie alla possibilità di pagare attraverso i service provider accreditati e le carte di pagamento contactless. Infine, nel caso in cui dovessimo arrivare in ritardo a destinazione, a causa di rallentamenti o code causate da lavori sulle tratte di nostra competenza, potremo usufruire del servizio cashback sempre attraverso la nostra App, che ci ristorerà del ritardo subito con accredito sul nostro conto corrente bancario.