autonomia differenziata
ROBERTO CALDEROLI MINISTRO PER LE AUTONOMIE

L’autonomia differenziata è già partita, prima ancora del calcolo dei Livelli essenziali delle prestazioni su materie importanti come sanità, scuola e trasporti. Per nove materie gli accordi tra Stato e regioni possono già essere stipulati. Tra questi ci sono il commercio estero, i rapporti con l’Unione Europea, i giudici di pace, la vigilanza sugli ordini professionali e su banche ed enti di credito locali e perfino la previdenza complementare e la protezione civile. Il problema in materie complesse come la sicurezza sarà quello di coordinare le Regioni in modo da non creare doppioni, come nel caso delle venti diverse protezioni civili.

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Quali Regioni stanno già chiedendo l’autonomia differenziata 

Tra le novità nel commercio estero ad esempio c’è il fatto che alcune Regioni potranno stipulare degli accordi con gli stati stranieri e potranno anche creare delle sedi per l’internazionalizza delle imprese, come istituire marchi collettivi che indicano l’origine geografica dei prodotti. Tra le Regioni pronte a chiedere l’autonomia ci sono il Veneto e la Lombardia, che si sono già dette interessate ad accordi sulle nove materie già disponibili. Ma il Veneto ha avviato anche dei pre-accordi su materie teoricamente legate alla fissazione dei livelli essenziali delle prestazioni, come istruzione, sanità, tutela ambientale e sicurezza sul lavoro. Al momento non si è ancora pronunciata l’Emilia Romagna, che comunque aveva aderito ai tavoli sull’autonomia. Il presidente, che è del Pd, Stefano Bonacini si è già detto contrario a questo tipo di autonomia che prevede 20 sistemi scolastici differenti nelle regioni.