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Non comincia bene il 2022 per il settore automotive, tra i più penalizzati dalla pandemia e dalla crisi. Si è verificata in questi primi mesi una vera e propria inversione di tendenza per l’indice della produzione dell’industria automotive italiana. A marzo si è registrata una perdita dell’8,2% rispetto a marzo 2021 secondo i dati Istat. Nel primo trimestre del 2022 la diminuzione è stata dell’1,2%.

Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli registra una flessione del 19,2% a marzo 2022 e del 9,6% nei primi tre mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021.

Quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi cresce del 4,7% nel mese e del 7,2% nel cumulato, e quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori aumenta dell’1,1% a marzo e cresce del 5,1% nel cumulato 2022.

Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione domestica di autovetture risulta in calo del 28,4% nel mese di marzo e del 10,3% nel primo trimestre. Per quanto riguarda il totale degli autoveicoli, si registra un calo ancora più pesante, -16,2% nei primi tre mesi del 2022.

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Un settore che va in controtendenza rispetto alla produzione industriale

Mentre l’indice della produzione industriale nel primo trimestre del 2022 chiude con un +3%, quello dell’automotive scende. 

Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) è in aumento del 20,8% a febbraio, ultimo dato disponibile (+21,2% sul mercato interno e +20,1% sui mercati esteri) e chiude a +20,7% i primi due mesi del 2022 (+21,8% il mercato interno e +18,6% il mercato estero).

«L’indice della produzione automotive italiana, dopo i segnali di ripresa mostrati nei primi due mesi del 2022, torna a registrare una flessione a marzo (-8,2%) – afferma Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA.

L’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli si mantiene positivo, sebbene con una crescita tendenziale più contenuta (+1,1%) rispetto a quella dei due mesi precedenti, mentre l’indice della fabbricazione di autoveicoli si conferma in calo per il nono mese consecutivo (-19,2%).

«Oltre alle permanenti difficoltà di approvvigionamento nella supply chain e ai ritmi rallentati della logistica – tra il blocco di Shanghai, principale porto commerciale a livello mondiale, e le difficoltà sulle rotte aeree e ferroviarie di collegamento con il Far East per via del conflitto in corso – pesano sui livelli produttivi della filiera anche gli step ancora mancanti per l’effettiva entrata in vigore degli incentivi alla domanda di veicoli a basse emissioni, ora che il relativo decreto, registrato alla Corte dei Conti, deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e la piattaforma web dell’Ecobonus aggiornata per l’avvio delle prenotazioni. Un ritardo i cui danni sono ben evidenziati anche dagli ininterrotti cali a doppia cifra del mercato auto, che ha chiuso aprile 2022 a-33%, e che rischia di aggiungere ulteriori difficoltà a una già delicata transizione energetica della filiera».

Si esporta soprattutto verso la Francia

A gennaio 2022 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 1,2 miliardi di Euro, mentre l’import vale 1,6 miliardi. La Francia rappresenta, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 17,7%, seguita da Stati Uniti (15,4%) e Germania (13,7%).

Nello stesso periodo, l’export della componentistica automotive vale 1,7 miliardi di Euro, con un saldo positivo di 317 milioni di Euro.

Il fatturato del settore automotive nel suo complesso presenta una variazione negativa del 3,6% a febbraio (ultimo dato disponibile), con una componente interna in calo dell’8,6% (+3,4% la componente estera). Nel primo bimestre del 2022, il fatturato cala del 5,3% (-11,1% il fatturato interno e +2,5% quello estero).