auto elettriche

Il mercato dell’auto elettrica usata sembra mostrare una tenuta migliore di quanto spesso venga raccontato, ma il quadro cambia molto da Paese a Paese. Secondo un nuovo studio di Transport & Environment, il valore residuo delle vetture a batteria resta competitivo in diversi mercati europei, mentre l’Italia continua a scontare un sistema fiscale poco legato alle emissioni di CO2.

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L’Italia resta il mercato più debole

Tra i quattro Paesi analizzati, l’Italia è quello in cui il sistema fiscale sostiene meno il valore delle elettriche usate. Secondo T&E, incentivi e tassa di immatricolazione riducono il divario rispetto alle auto tradizionali di appena 1,4 punti percentuali. In Germania l’effetto arriva a 3 punti, in Spagna a 5 e in Francia addirittura a 11,1 punti, grazie soprattutto a una tassazione che penalizza maggiormente i veicoli più emissivi.

Il nodo della fiscalità

Il problema italiano, secondo l’organizzazione, è quindi strutturale. Una tassazione poco collegata alle emissioni realirende più difficile sostenere il valore residuo delle auto elettriche e aumenta l’incertezza per chi acquista, vende o gestisce flotte. T&E sostiene che una fiscalità più coerente con gli obiettivi climatici potrebbe ridurre il divario tra elettrico e termico e rendere più solido il mercato dell’usato.

Leasing, batterie e flotte aziendali

Per rafforzare il settore, T&E indica diverse strade: estendere il leasing anche all’usato, introdurre standard comuni per certificare lo stato di salute delle batterie e incentivare l’acquisto di elettriche di seconda mano, soprattutto per le famiglie con redditi più bassi. Un ruolo importante potrebbe arrivare anche dalle flotte aziendali e pubbliche, capaci di alimentare un mercato più ampio e prevedibile una volta concluso il primo ciclo di utilizzo dei veicoli.

Le regole europee come leva

L’organizzazione invita inoltre i legislatori europei a sostenere la proposta di regolamento sulla decarbonizzazione delle flotte aziendali, che punta a introdurre obiettivi di elettrificazione per le grandi imprese. Secondo Esther Marchetti, Clean Transport Advocacy Manager di T&E Italia, regole più stabili e una fiscalità legata alle emissioni possono migliorare l’affidabilità dei valori residui e creare condizioni più favorevoli per chi sceglie un’auto elettrica.