auto elettriche

La Cina carica le auto elettriche europee di dazi, perché se ne vendono troppe e non si riescono a smaltire quelle prodotte in loco. Che difficilmente vengono esportate, perché ormai da tempo le aziende cinesi dell’automotive producono in Europa. Nel 2023, le vendite di auto cinesi rappresentavano il 4% del mercato automobilistico dell’Unione Europea. Le previsioni indicano che questa quota potrebbe raddoppiare entro il 2028-2030. Nel frattempo, i principali produttori cinesi stanno sfruttando abilmente la necessità dei governi europei di attrarre nuovi insediamenti produttivi. Byd e Chery stanno considerando nuove aperture in Europa, mentre Saic ha già definito opzioni per due insediamenti nel continente.

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La Risposta della Cina e le dinamiche del mercato

In risposta all’espansione delle case automobilistiche cinesi in Europa, la Cina ha già imposto un dazio del 15% sulle importazioni di auto elettriche europee. Nel 2022, le auto elettriche europee vendute in Cina costituivano circa il 6% delle vendite totali nel paese. Questo contesto di tariffe e dazi influisce significativamente sulle dinamiche commerciali tra Europa e Cina. Il problema è rappresentato anche dal surplus di produzione di automobili che vengono prodotte in Cina e che non si riescono a smaltire.

Le Dichiarazioni del Cancelliere Tedesco Scholz

Recentemente, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha espresso preoccupazione riguardo all’isolamento dell’UE e all’imposizione di dazi eccessivi. Scholz ha sottolineato che tali misure finiscono per impoverire tutti, poiché aumentano i costi. Tuttavia, ha anche mantenuto la posizione che la Cina applica sussidi sleali e ha ribadito la necessità di garantire la parità di condizioni nel mercato globale.

Dazi alle auto elettriche: va trovato un equilibrio

L’aumento della presenza delle auto cinesi nel mercato europeo e le misure di risposta, sia da parte dell’UE che della Cina, evidenziano l’importanza di trovare un equilibrio tra protezionismo e apertura del mercato. La sfida principale sarà garantire una competizione leale, evitando al contempo di inasprire le tensioni commerciali che potrebbero danneggiare entrambe le economie.