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Il produttore di auto elettriche californiano Fisker ha presentato di istanza di protezione della bancarotta lunedì sera, mentre Stellantis apre all’assemblamento di vetture cinesi nell’hub che si trova in Polonia. L’obiettivo della società americana è quello di vendere i propri beni con l’obiettivo di ristrutturare il debito, dopo aver esaurito in modo rapido le risorse finanziarie per la distribuzione negli Usa e in Europa. Alla base del problema ci sarebbe il fatto che le vendite non hanno soddisfatto le aspettative. Nel corso del 2023 sono stati prodotti 10.193 suv elettrici con 700 chilometri di autonomia.  

 

La disperata corsa al salvataggio, con una vendita sottocosto dei suv Ocean in stock, non è riuscita. Il produttore californiano di veicoli elettrici Fisker ha presentato istanza di protezione dalla bancarotta (Chapter 11) lunedì sera, con l’intento di vendere i propri beni e ristrutturare il debito, dopo aver esaurito rapidamente le risorse finanziarie per la distribuzione negli Stati Uniti e in Europa. Le vendite non hanno soddisfatto le aspettative. Nel 2023 sono stati prodotti 10.193 esemplari del suv elettrico da 700 km di autonomia, che rappresentano meno di un quarto dell’obiettivo. I ricavi hanno sfiorato i 273 milioni di dollari a fronte di perdite nette per 762 milioni. Il titolo, dopo essere arrivato ai massimi cioè 28,50 dollari nel febbraio 2021 è affondato in maniera definitiva nel 2024.

Le difficoltà di cassa delle auto elettriche

Fisker non è il primo produttore di veicoli elettrici a rischiare il fallimento: molti hanno già portato i libri in tribunale. Tra loro ci sono Proterra, Lordstown e Electric Last Mile Solutions, che negli ultimi due anni per l’esaurimento delle riserve di cassa, e complicazioni nel raccogliere dei fondi, hanno avuto difficoltà nella produzione dovuti a problemi globali nella catena di approvvigionamento. Anche le auto di Fisker sono state oggetto di indagine da parte delle autorità statunitensi per ragioni di sicurezza.

Le auto elettriche cinesi entrano in Europa dalla Polonia 

Intanto Leapmotor, il produttore cinese di veicoli elettrici, ha scelto la Polonia come punto di ingresso per il mercato europeo, grazie a un accordo con Stellantis, che consentirà di assemblarle nello stabilimento di Tychy. Stellantis ha investito per acquisire il 21% del capitale di Leapmotor. L’assemblaggio in Polonia unisce sia il vantaggio dell’avere costi di produzione bassi, che l’evitare i dazi sulle importazioni dalla Cina. Tra i primi modelli che verranno assemblati in Polonia ci sono la city car To3, che avrà un prezzo inferiore ai 20.000 euro, e il SUV Ci0, con un prezzo che si aggira tra i 38.000 e i 39.000 euro. Questi veicoli sono stati scelti per il loro potenziale di attrarre una vasta gamma di clienti europei, grazie al loro equilibrio tra qualità e prezzo competitivo.

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