auto elettriche

La ricarica dell’auto elettrica si prepara a diventare più simile a un normale rifornimento: arrivare, collegare il veicolo, conoscere il prezzo e pagare senza essere costretti a scaricare un’app o sottoscrivere un contratto. Dal 1° gennaio 2027 l’Europa compirà un altro passo in questa direzione, imponendo nuovi standard di pagamento a una parte rilevante delle infrastrutture già installate. Una svolta che riguarda i consumatori, ma anche gli operatori chiamati ad adeguare reti, terminali e sistemi informatici.

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Dal 2027 carta e contactless sulle colonnine veloci

Il Regolamento AFIR stabilisce che dal 1° gennaio 2027 tutti i punti di ricarica pubblici con potenza pari o superiore a 50 kW, collocati lungo la rete stradale TEN-T o nelle aree di parcheggio sicure e protette, dovranno consentire il pagamento attraverso lettori di carte oppure dispositivi contactless. La norma riguarda anche le infrastrutture installate prima del 13 aprile 2024: è proprio questo elemento a rendere la scadenza particolarmente significativa per gli operatori, perché impone di intervenire anche su una parte del parco esistente.

Ricaricare senza essere prigionieri delle app

Dietro la norma c’è una logica economica precisa: ridurre la frammentazione dei servizi e rendere la mobilità elettrica più accessibile anche a chi utilizza una rete di ricarica occasionalmente. L’utente deve poter effettuare una ricarica ad hoc, senza essere obbligato a registrarsi o ad aderire a un servizio in abbonamento. Per le nuove colonnine pubbliche installate dal 13 aprile 2024 il principio è già operativo; sotto i 50 kW il regolamento consente anche sistemi di pagamento sicuri via internet, come specifici QR code.

Una rete già obbligata a parlare digitale

La trasformazione digitale, in realtà, è partita prima. L’AFIR ha stabilito che entro il 14 ottobre 2024 tutti i punti di ricarica accessibili al pubblico dovessero essere connessi digitalmente, creando le condizioni per una rete più interoperabile e capace di scambiare informazioni. Per le infrastrutture costruite dopo il 13 aprile 2024, o rinnovate dopo il 14 ottobre dello stesso anno, è prevista inoltre la capacità di effettuare la ricarica intelligente, elemento destinato a pesare sempre di più nella gestione dei carichi e della rete elettrica.

Trasparenza dei prezzi e nuovi costi per gli operatori

La partita non riguarda soltanto il mezzo di pagamento. Sulle colonnine pubbliche da almeno 50 kW il prezzo della ricarica ad hoc deve essere espresso sulla base dei kWh erogati e deve essere indicato prima dell’avvio della sessione, insieme all’eventuale tariffa applicata per il tempo di occupazione. Per i gestori significa affrontare investimenti nell’adeguamento dei terminali, dei software e dei sistemi di pagamento; per il mercato, invece, significa spostarsi verso una maggiore confrontabilità delle tariffe e una concorrenza più leggibile per il consumatore.

Il vero salto del 2027

La scadenza del 2027 non rappresenta dunque l’inizio della digitalizzazione delle colonnine, già prevista e avviata dall’AFIR, ma il momento in cui l’Europa stringerà ulteriormente le maglie sulla semplicità di pagamento delle infrastrutture veloci esistenti lungo gli assi strategici. È un passaggio apparentemente tecnico, ma con conseguenze industriali rilevanti: rende la ricarica più simile a un servizio universale, riduce le barriere all’utilizzo occasionale e costringe gli operatori a competere sempre più su prezzo, affidabilità e facilità d’uso, non soltanto sulla presenza fisica delle colonnine.