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Auto cinesi in Italia, il governo cerca un secondo costruttore. L’ad europeo Michael Shu del gruppo cinese Byd, che ha superato Tesla nella classifica dei produttori di auto elettriche, intervistato da Bloomberg ha affermato che il gruppo è concentrato ora sull’avvio dell’impianto ungherese; ma ha confermato «alcuni contatti, per discuterne, con il governo italiano» per un possibile secondo impianto: «dipende dalle nostre vendite, che al momento vanno molto bene, ma è comunque ancora troppo presto per dire se e quando sarà presa una decisione su un altro stabilimento». Il colosso cinese, che nel 2023 ha venduto 3 milioni di vetture con una crescita del 61,9%), di cui oltre 1,5 milioni elettrici con un aumento del 75%, con l’export cresciuto del 34%, punta al 10% del mercato europeo entro il 2030.

Auto cinesi in Italia, Urso cerca il secondo costruttore: le pretendenti

Ma ci sono anche altri concorrenti per il ruolo di secondo costruttore automobilistico in Italia. «Ci sono contatti con diverse Case auto – ha ribadito ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, «abbiamo lavorato sin dall’inizio della legislatura per migliorare l’attrattività del sistema Paese. L’Italia, poi, è l’unico Stato europeo che produce veicoli ad avere un unico costruttore. Contatti con Byd? Non posso fare nomi, ma dobbiamo accogliere nel migliore dei modi tutti coloro che vogliono realizzare un investimento qui. Abbiamo infatti cambiato, in tal senso, la normativa per chi torna a produrre in Italia. Stiamo favorendo anche il reshoring di imprese che avevano lasciato questo Paese: oggi si può avere un vantaggio fiscale pari al 50% nei primi sei anni». Tra le altre possibilità si fa il nome del colosso giapponese Toyota, dopo la recente missione a Tokyo di Giorgia Meloni, che già produce veicoli commerciali nel polo di Atessa grazie a un accordo con Stellantis. Ma anche di altri gruppi cinesi: secondo quanto riportato dal Corriere della Sera si tratterebbe di Geely, che controlla la svedese Volvo, il marchio Lynk e Co e Lotus, già in passato autore di alcuni carotaggi preliminari nella Motor Valley emiliana Chery, che già fornisce i componenti assemblati dalla molisana Dr Motor, e Saic che, proprietaria del marchio inglese Mg, batte le altre cinesi per vendite in Italia con oltre 30 mila nel 2023.