Aumento canone Rai 300 euro

Da alcuni giorni ha iniziato a circolare l’ipotesi che il canone Rai possa subire un drastico aumento e, dagli attuali 90 euro annuali, arrivare a 300 euro. Si tratterebbe di una vera e propria stangata per i contribuenti, già alle prese con il forte caro bollette degli ultimi mesi. Proviamo dunque a capire se la tassa per la televisione subirà realmente un aumento e come questa indiscrezione si è fatta strada.

Aumento del canone Rai a 300 euro?

Iniziamo col dire che, come noto, dal 2023 il canone Rai non verrà più accreditato automaticamente nella bolletta dell’elettricità dopo le raccomandazioni dell’Unione Europea che aveva considerato tale aspetto come un onere improprio. Da quanto il canone era in bolletta, aveva subito una riduzione da 113 euro all’anno a 90 euro, con il governo che era riuscito in maniera più o meno netta a porre un freno all’evasione di questa tributo. Ora la notizia di questa possibile stangata preoccupa però i contribuenti. Il primo a riferire del possibile aumento è stato Punto Informatico che ha sottolineato come l’aspetto più ostico è che questa idea non è molto distante dalla realtà dato che sia la Rai che la macchina dello Stato dovranno assicurarsi di non tornare ai livelli di evasione pre 2016, quando cioè l’ex Governo Renzi aveva inserito il Canone Rai nella bolletta della luce.

Da subito l’Associazione Utenti e Consumatori, l’Aduc, si è schierata contro la possibilità di un così netto aumento del canone, sottolineando che, malgrado si tratti al momento di uno tra i più bassi d’Europa, molti paesi hanno provveduto ad abolirlo del tutto. Poi l’attacco alla presidenza Rai, accusata di essere intenzionata solo ad aumentare i propri introiti “estendendo anche il numero di pagatori“, e alla politica interessata per l’Aduc solo “a trovare maggiori spazi per le proprie persone e, di conseguenza, maggiori spazi per il loro strumento di propaganda“. “Non possiamo dimenticare – ha aggiunto l’Associazione Utenti e Consumatori in una nota – che è dal 1995 che gli elettori hanno chiesto con un referendum al legislatore che preferirebbero una Rai privata…e non sono mai stati presi in considerazione”.

Sul tema si è espresso anche l’attuale ad della Rai, Carlo Fuortes, che a Il Giorno ha sottolineato come la televisione di Stato sia un soggetto passivo e che, in quanto tale, dovrà uniformarsi a quanto deciso da governo e Parlamento. “È assolutamente indispensabile – ha sottolineato Fuortes – che gli introiti da canone non diminuiscano. Noi abbiamo ragionato, già ad agosto, sulle entrate da canone di Rai. Un canone che è il più basso e del quale una parte, pari a circa il 14%, non arriva all’azienda“.

Difficile dunque dire con certezza in questa fase se il canone Rai arriverà effettivamente a 300 euro annui, ma quel che è chiaro è che qualcosa cambiare in tal senso. Resta da capire l’entità della variazione.