di James Hansen da Nota diplomatica
Interpellati per un sondaggio internazionale condotto nel 2024 in 35 paesi su oltre 50mila adulti, il 77% dei partecipanti italiani ha dichiarato di avere una fede religiosa, quasi sempre quella cristiana/cattolica. E’ un dato che non sorprende, anche se in forte contrasto con il grande numero di chiese abbandonate nel Paese e la scarsa affluenza domenicale in quelle ancora frequentate.
Lo stesso studio ha rilevato inoltre che il 66% della popolazione italiana crede che pure gli animali abbiano un’anima, mentre il 57% del campione nazionale si è spinto ancora oltre, dichiarando che anche parti della natura – le montagne (come il Cervino, qui sopra), i fiumi e gli alberi – possono avere un’anima, uno ‘spirito vitale’.
I dati raccolti – su 6 continenti e tra fedi diverse – indicano inoltre che nel mondo le credenze ‘naturalistiche’ sono in crescita e sono abbracciate in misura essenzialmente simile in tutte le fasce dell’età adulta. La fede in Dio – cioè in un dio generico, la tendenza è mondiale – prevale maggiormente tra i più anziani rispetto alle fasce più giovani. Per quanto riguarda invece il naturalismo, delle tre fasce d’età (18-34 anni, 25-49 e oltre cinquant’anni) nelle quali i ricercatori hanno diviso il loro campione, in circa la metà dei paesi considerati il convincimento che gli animali possano avere un’anima è più comune tra gli ‘adulti più giovani’ e, osservano i ricercatori: “In nessun paese tra quelli studiati gli adulti più anziani superano i più giovani nel mantenere questa credenza…”.
L’autorevolissimo Pew Research Center, che ha condotto la ricerca, evita sempre con attenzione di andare sopra le righe e non usa il termine, ma c’è un nome per le religioni fai-da-te che accreditano anime e spirito agli animali e alle altre manifestazioni naturali come le montagne e i fiumi: è paganesimo…













