Nuovo appuntamento con il mercato dei titoli di Stato italiani. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze tornerà sul mercato giovedì 30 luglio con un’asta di tre Buoni del Tesoro Poliennali (Btp), mettendo a disposizione degli investitori un importo complessivo massimo di 6 miliardi di euro. L’emissione comprende titoli con scadenze comprese tra il 2031 e il 2036, offrendo soluzioni rivolte sia a chi punta su un orizzonte di medio periodo sia a chi guarda a investimenti di più lunga durata.

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I tre Btp in asta il 30 luglio 2026

Il primo titolo in collocamento è il Btp con scadenza 1° giugno 2031, giunto alla settima tranche. Il titolo, identificato dal codice ISIN IT0005707614, è stato emesso il 4 maggio 2026 e offre una cedola annua lorda del 3,15%. Il Tesoro prevede un collocamento compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro, con un’asta supplementare da 600 milioni. La prossima cedola sarà pagata il 1° dicembre 2026, mentre il regolamento delle sottoscrizioni è fissato al 3 agosto 2026.

In asta anche la sesta tranche del Btp con scadenza 1° luglio 2036, codice ISIN IT0005706285, emesso il 22 aprile 2026. Il titolo riconosce una cedola annua lorda del 3,80% e sarà collocato per un importo compreso tra 1,25 e 1,75 miliardi di euro. L’asta supplementare potrà raggiungere i 350 milioni di euro. La prossima cedola sarà corrisposta il 1° gennaio 2027, mentre il regolamento è previsto, anche in questo caso, per il 3 agosto 2026.

Completa l’offerta la nona tranche del Btp con scadenza 1° marzo 2036, codice ISIN IT0005402117, originariamente emesso il 18 febbraio 2020. Il titolo presenta una cedola annua lorda dell’1,45% e sarà offerto per un importo compreso tra 1 e 1,25 miliardi di euro, con un’asta supplementare fino a 250 milioni. La prossima cedola sarà pagata il 1° settembre 2026 e il regolamento delle sottoscrizioni è fissato al 3 agosto.

Emissione complessiva fino a 6 miliardi di euro

Nel complesso, il Ministero dell’Economia e delle Finanze punta a raccogliere fino a 6 miliardi di euro attraverso questa emissione. L’asta rappresenta uno dei consueti appuntamenti del calendario del debito pubblico italiano e consentirà al Tesoro di finanziare il fabbisogno dello Stato attraverso strumenti a medio-lungo termine.

L’interesse degli investitori sarà rivolto soprattutto ai rendimenti che emergeranno dal collocamento, in un contesto in cui le aspettative sull’evoluzione dei tassi di interesse continuano a influenzare il mercato obbligazionario e le scelte di investimento sui titoli di Stato italiani.