Assegno unico 2023 aumentato

Con i pagamenti dell’Assegno unico previsti il 20 e 21 luglio entra in vigore una novità che potrebbe pesare sul bilancio di molte famiglie. È infatti scaduto il termine per presentare la nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) utile ad aggiornare l’Isee e ottenere gli importi corretti dell’assegno. Chi non ha rispettato la scadenza del 30 giugno continuerà a ricevere il beneficio, ma perderà definitivamente il diritto agli arretrati maturati nei mesi precedenti.

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Da marzo, in assenza di un Isee aggiornato, l’Inps ha erogato l’importo minimo previsto dalla normativa. Per ottenere il ricalcolo e il pagamento delle somme spettanti era necessario presentare la nuova Dsu entro la fine di giugno. Con la scadenza ormai superata, il conguaglio per le mensilità comprese tra marzo e giugno non sarà più riconosciuto.

Assegno unico, quanto si perde senza l’Isee aggiornato

Le conseguenze economiche – secondo quanto riporta Il Messaggero – possono essere rilevanti, soprattutto per i nuclei familiari con redditi più bassi. Per una famiglia con un solo figlio minorenne e un Isee fino a circa 17.000 euro, l’importo dell’Assegno unico può arrivare a circa 201 euro mensili, contro i circa 58 euro corrisposti in assenza dell’Isee aggiornato. La differenza supera i 140 euro al mese e si traduce in una perdita di oltre 570 euro per il periodo da marzo a giugno.

L’impatto cresce con l’aumentare del numero dei figli. Per una famiglia con due figli minorenni e lo stesso livello di Isee, il beneficio spettante raggiunge circa 402 euro al mese, mentre senza l’aggiornamento vengono erogati circa 116 euro. In questo caso gli arretrati non più recuperabili possono superare i 1.100 euro.

Le famiglie numerose risultano le più penalizzate. Con tre figli minorenni e un Isee basso, l’importo dell’Assegno unico può superare i 600 euro mensili, ai quali si aggiungono le maggiorazioni previste dalla normativa. Senza la Dsu aggiornata vengono invece corrisposti circa 174 euro al mese, con una perdita che può superare i 1.700 euro nel quadrimestre interessato.

Dsu presentata dopo il 30 giugno, cosa succede

La mancata presentazione della Dsu entro il termine previsto – spiega Il Messaggero – non comporta la perdita del diritto all’Assegno unico, ma modifica la decorrenza dell’importo aggiornato.

Chi trasmette l’Isee dopo il 30 giugno continuerà infatti a ricevere il beneficio, ma il nuovo importo verrà riconosciuto soltanto a partire dal mese successivo alla presentazione della dichiarazione. Le somme già erogate tra marzo e giugno resteranno definitive e non saranno più ricalcolate.

In pratica, chi presenta la Dsu nel corso di luglio continuerà a ricevere l’importo minimo nel pagamento del mese e potrà beneficiare dell’assegno aggiornato soltanto a partire da agosto.

I pagamenti dell’Assegno unico di luglio 2026

Le erogazioni dell’Assegno unico previste per il 20 e 21 luglio rappresentano quindi uno spartiacque per i beneficiari che non hanno aggiornato l’Isee entro i termini. Da questo momento in poi non sarà più possibile recuperare gli arretrati relativi ai mesi precedenti, mentre gli importi futuri continueranno a dipendere dalla presentazione della Dsu.

Per le famiglie interessate, l’aggiornamento dell’Isee resta comunque fondamentale per ottenere l’importo corretto dell’Assegno unico nei prossimi mesi, anche se il diritto ai conguagli maturati tra marzo e giugno è ormai definitivamente decaduto.