assegno unico dl lavoro

Il Dl dl Lavoro con il nuovo assegno unico di inclusione, passa in senato con 96 voti favorevoli, 55 contrari e 10 astenuti.

L’assegno di inclusione previsto dal 1° gennaio 2024 sostituirà il reddito di cittadinanza. Ne avranno diritto i cittadini da cinque anni residenti in Italia di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. Il beneficio è esteso ai cittadini dell’Unione Europea o a coloro che godono di protezione internazionale. I cittadini europei per avere diritto al reddito devono aver avuto un lavoro (o aver terminato un corso di studi) in Italia per almeno 5 anni. La famiglia del richiedente deve avere un Isee non superiore a 9360 euro, un valore del reddito familiare inferiore alla soglia dei 6mila euro  e un valore del patrimonio immobiliare non superiore a una soglia di 2mila euro accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo. I componenti del nucleo famigliare non devono avere intestate auto sopra i 1600 cc e moto sopra i 250. I soggetti inseriti nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere costituiscono sempre nucleo familiare a sé, anche ai fini dell’ISEE. Il beneficio economico è erogato ogni mese per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi e può essere rinnovato, previa sospensione di 1 mese, per periodi ulteriori di 12 mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo di 12 mesi è sempre prevista la sospensione di 1 mese. La richiesta viene fatta all’Inps, ma un ruolo fondamentale nella gestione dell’assegno unico l’avranno anche le agenzie per il lavoro, nella ricerca di un lavoro per quanti percepiscono il beneficio.

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Dl Lavoro ecco cosa cambia per la sicurezza sul lavoro

Tra le novità contenute nel decreto ci sono anche quelle che riguardano la sicurezza sul lavoro a partire dalla creazione di un un Fondo per il riconoscimento di una misura di sostegno economico in favore dei familiari degli studenti, compresi quelli universitari o dei percorsi di istruzione e formazione professionale, deceduti a seguito di infortuni occorsi, successivamente al 1° gennaio 2018, durante le attività formative. Ma non saranno tutelati solo gli studenti, ma anche i docenti, perché è prevista un’estensione dell’ambito di applicazione dell’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro nei settori dell’istruzione e della formazione.