Rottamazione quater
Maurizio Leo, viceministro dell'Economia

 

È tragicamente attuale quella storiella dei due amici squattrinati che, per far bella figura col capufficio, lo invitano a cena e, non potendosi permettere una spesa più costosa, si limitano a preparare una frittata. Poi, però, per non sfigurare troppo, architettano una messinscena: uno dei due farà cadere una pirofila per terra, in cucina, si precipiterà disperato in salotto dove, nel frattempo, l’altro sta intrattenendo il capufficio, e alla domanda: “Ma cos’è successo? Non mi dirai che è caduta per terra l’anatra all’arancia?”, quello risponde disperato: “No, è caduta la frittata!”.

Sappiamo che il governo sta lavorando a una delega fiscale che dovrebbe rappresentare una specie di miracolosa guarigione dell’amministrazione più devastantemente inefficiente dello Stato, dopo la magistratura: il fisco. Ma intanto che ne pregustiamo i taumaturgici effetti, dobbiamo prendere atto del j’accuse dell’Associazione nazionale commercialisti sul sovraccarico normativo arrivato dall’Agenzia delle Entrate a pochi giorni dalla scadenza dei termini per le dichiarazioni. Il fisco sbaglia oggi, il fisco è inapplicabile oggi, il disastro è quotidiano, alligna e peggiora giorno dopo giorno.

“Dobbiamo studiare circolari che oramai arrivano al limite della scadenza e che costringono a ritornare su quanto già fatto” rileva sconsolato il presidente Anc Marco Cuchel “considerando anche il mancato slittamento del termine dei versamenti al 20 agosto”.

Tre circolari rilasciate dall’agenzia delle Entrate a pochi giorni dalla prevista scadenza per il pagamento delle imposte, di oltre 570 pagine – per il corretto trattamento di detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione dei redditi delle sole persone fisiche e per l’apposizione del visto di conformità, “dovrebbero da sole determinare una presa d’atto da parte del Mef e del Legislatore di una situazione davvero insostenibile per uno Stato di diritto”, recita giustissimamente una nota dell’Anc. “Per dare certezza del sistema e operare in tranquillità da parte dei contribuenti e dei commercialisti, tutti i modelli, le istruzioni, i software e le relative circolari dovrebbero essere resi disponibili entro la fine dell’anno d’imposta da dichiarare, anziché nell’anno successivo come avviene attualmente. A questo desolante quadro si aggiunge la pioggia di avvisi da controlli automatizzati ex 36 bis, richieste di documentazione ex art. 36 ter, tutti i disservizi relativi alla rottamazione quater, lettere di compliance riferite ai modelli ISA e non solo, il tutto nel nome della fantomatica “collaborazione” tra fisco e contribuente”.

Fermiamoci qui. Intanto che l’Agenzia resta il punto di riferimento unico ed obbligato della politica su tutta la materia fiscale – a cominciare dalla valutazione sulle varie sintesi statistiche circa l’evasione, che oscilla tra i 99 miliardi di gettito evaso e i 15 periziati dal professor Boria della Sapienza – è chiaro che la politica annaspa, e non basta l’eccelsa competenza tecnica del viceministro Maurizio Leo a sanare il malfatto.

Bisognerebbe varare un sistema di regole commissariali transitorie e quindi – nel tempo sospeso – indurre l’Agenzia stessa a deregolamentare: saprebbe sicuramente come fare. Senza poter però nel frattempo continuare a fare come ha sempre fatto, perché sono metodi visibilmente inefficaci, se non controproducenti. Torna in mente l’invettiva riportata da Tito Livio sulle lentezze del Senato romano durante le guerre puniche: “dum Romae consulitur saguntum expugnatur”, mentre a Roma discutono, Sagunto cade. Ecco: mentre si studiano le grandi riforme, di grande c’è e aumenta soltanto il casino. Era il 1992 quando l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro definì “lunare” il 740. Sono passati 31 anni, l’attuale premier è stata molto criticata per aver detto quel che pensano tutti gli italiani, che cioè in molto casi l’attuale tassazione è un “pizzo di Stato”. Ma nulla cambia.

 

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Sergio Luciano, direttore di Economy e di Investire, è nato a Napoli nel 1960. Laureato in lettere, è giornalista professionista dal 1983. Dopo esperienze in Radiocor, Avvenire e Giorno è stato redattore capo dell’economia a La Stampa e a Repubblica ed ha guidato la sezione Finanza & Mercati del Sole 24 Ore. Ha fondato e diretto inoltre il quotidiano on-line ilnuovo.it, ha diretto Telelombardia e, dal 2006 al 2009, l’edizione settimanale di Economy. E' stato direttore relazioni esterne in Fastweb ed Unipol. Insegna al master in comunicazione d’impresa dell’Università Cattolica e collabora al Sussidiario.net.