Aquanexa

Aquanexa accelera nel settore delle infrastrutture idriche e rafforza la propria presenza nelle tecnologie per il rinnovo delle condotte. La società ha perfezionato l’acquisizione di Danphix ed Ecoris, due realtà italiane specializzate nelle tecnologie trenchless, che consentono di riabilitare le reti senza ricorrere agli scavi tradizionali.

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Le due società entrano a far parte del Gruppo confluendo nella nuova Business Unit Trenchless Technologies, che concentra sotto un’unica regia industriale — insieme a Dinamica Project — tutte le competenze di Aquanexa dedicate al rinnovo infrastrutturale senza scavo, dando vita a uno dei poli più solidi del panorama nazionale nelle tecnologie di relining con un fatturato aggregato 2025 che supera i 20 M€.

Oggi il Gruppo Aquanexa conta 14 aziende e un ecosistema di collaborazioni strategiche che copre l’intero ciclo dell’acqua, con circa 350 professionisti e oltre 140 milioni di euro di fatturato, unendo infrastruttura, IoT, ingegneria di rete e piattaforme digitali al servizio dei gestori idrici.

Le nuove società

Danphix, fondata nel 2016 e con sede a Reggio Emilia, opera nell’ingegneria civile con specializzazione nella riabilitazione trenchless di condotte idriche, fognarie e in pressione, utilizzando tecnologie avanzate come il CIPP (Cured-In-Place Pipe) e il sistema Primus Line, e offrendo servizi di videoispezione e prove di tenuta in pressione a clienti pubblici e privati in Italia e all’estero con specifico riferimento anche al settore Oil&Gas. La società può contare su un team di circa 14 professionisti e nel 2025 ha realizzato ricavi per circa 13 milioni di euro, con un EBITDA reported di circa 4,8 milioni di euro.

Ecoris, fondata nel 1992 a Viareggio (LU), opera nel relining e nella manutenzione di reti idriche e fognarie, con attività di videoispezione, mappatura delle condotte e risanamento non distruttivo. La società può contare su un team di circa 15 professionisti e nel 2025 ha realizzato ricavi per circa 4,8 milioni di euro, in crescita del 49% rispetto all’anno precedente, con un EBITDA reported di circa 2,0 milioni di euro.

Le due aziende si affiancano a Dinamica Project, che entra nella nuova Business Unit portando 40 anni di esperienza, 16 mezzi allestiti con sistemi di relining, videoispezione e robot, e la divisione North Sea Project dedicata alle tecnologie no-dig per il risanamento e la ricostruzione non distruttiva di condotte fognarie e idriche.

La nuova Business Unit Trenchless Technologies

La Business Unit nasce per rispondere a una domanda che, in un Paese con reti tra le più vecchie d’Europa, non è più se rinnovare le infrastrutture, ma come farlo con la minore invasività possibile. Dopo la stagione straordinaria del PNRR, il settore è chiamato a garantire continuità agli investimenti programmati — oltre 21,2 miliardi di euro per il sessennio 2024-2029 secondo i Programmi degli Interventi approvati dagli Enti di Governo d’Ambito — senza gravare eccessivamente sulle tariffe e senza immobilizzare le città in cantieri aperti per mesi.

In questo contesto le tecnologie No-Dig assumono un ruolo strategico: consentono il recupero funzionale delle condotte interrate esistenti senza scavi a cielo aperto, eliminando demolizioni, ripristini stradali e disagi per cittadini e attività commerciali, con una riduzione significativa di emissioni di CO₂, consumi di carburante, materiali di scarto e rumore rispetto allo scavo convenzionale, come dimostrato dalle analisi del ciclo di vita condotte con le principali utility italiane.

La tecnica principale è il relining: all’interno del “tubo ospite” viene inserito un liner in materiale composito a base di resine termoindurenti che, attraverso processi come il CIPP nelle varianti termica, UV e UV-LED, si polimerizza aderendo alle pareti interne e creando un nuovo tubo strutturalmente autonomo, per diametri da DN80 a DN1500, anche in presenza di curve accentuate e accessi difficoltosi. A queste competenze Aquanexa affianca la tecnologia brevettata TALR (Trenchless Automated Leakage Repair) di una società del Gruppo, Pipecare, per la riparazione massiva delle perdite, offrendo ai gestori una copertura completa — oltre 100 mezzi sul territorio e l’intera gamma delle tecnologie di relining — che nessun altro operatore garantisce oggi con la stessa profondità.

La guida della Business Unit è affidata ad Arnold Cekodhima, fondatore di Danphix, con la responsabilità di consolidare ed integrare le competenze delle tre realtà e di ampliare l’offerta del Gruppo nel rinnovo no-dig delle reti ed estendere il perimetro di attività all’estero

“Con la nascita della Business Unit Trenchless Technologies e l’ingresso di Danphix ed Ecoris, Aquanexa diventa uno dei più forti gruppi italiani nel relining. Rispondiamo così alla sfida più concreta del settore idrico — il rinnovo di reti obsolete — con tecnologie che permettono di intervenire in modo rapido, sostenibile e senza aprire il suolo. Affidare la guida della nuova divisione ad Arnold Cekodhima significa mettere al vertice di questo verticale una competenza tecnica e imprenditoriale di primo piano”, ha dichiarato l’amministratore delegato Andrea Lanuzza.

“Portare Danphix, Ecoris e Dinamica Project sotto un’unica regia significa unire mezzi, brevetti ed esperienze che fino a ieri operavano separatamente. Insieme, e con la forza della piattaforma Aquanexa, possiamo offrire ai gestori idrici una capacità di intervento senza pari nel panorama nazionale, lungo tutta la filiera: dalla diagnosi della condotta alla sua riabilitazione strutturale, fino alla riparazione delle perdite”, ha aggiunto Arnold Cekodhima, responsabile della Business Unit Trenchless Technologies di Aquanexa.

“In oltre trent’anni abbiamo costruito un patrimonio di competenze tecniche e di conoscenza del territorio nel relining delle reti idriche e fognarie. Entrare in Aquanexa significa poter mettere questa esperienza al servizio di progetti sempre più ampi e complessi, all’interno di un gruppo che condivide la nostra stessa visione industriale e la nostra attenzione alla qualità dell’intervento”, ha commentato il fondatore di Ecoris, Emil Lako.